Consiglio a tutti di seguire la registrazione dell’ultimo pregevole focus organizzato da 106 Express: se serviva un’ulteriore Caporetto per i politici nostrani il focus ha dato una triste e spettacolare conferma. A parlare di lavoro 4 relatori: Cosimo Latronico politico di professione da decenni, Roberto Cifarelli corpo celeste orbitante da sempre in politica, Antonio Tisci avvocato che certamente non ha vissuto di politica come i primi due, e il semisconosciuto segretario dei LEU, vice sindaco di Montalbano che forse a differenza degli altri un pò di duro e vero lavoro sui campi, nella vita, l’ha fatto.

In sintesi: per Tisci dobbiamo costruire nuove case, un nuovo piano Fanfani, così sbloccheremmo la domanda interna ma Tisci forse non sa che nel solo Metapontino abbiamo volumetrie edificate e non abitate per il doppio della popolazione residente. Altro cemento per Tisci, non bastano i milioni di metri cubi di cemento che tra residenzialità turistica, rurale e seconde case ha portato per esempio Policoro, ad avere quartieri dormitorio che per dieci mesi l’anno sembrano Silent Hill per la vitalità che li contraddistingue. Per Tisci poi è l’Unibas la grande assente dalla filiera del lavoro, è un corpo estraneo rispetto alla regione. Tisci forse vive un’altra realtà, semmai il problema dell’Unibas è proprio l’opposto, ossia l’eccessiva commistione territoriale con poteri economici, lobby e politica, basti vedere quanti docenti e personale Unibas facciano o abbiano fatto politica in questi anni, per non contare consulenze o incarichi con mamma-regione, se questa è l’opposizione che avanza in Basilicata meglio l’astensione.

Cifarelli invece è l’uomo dei numeri, dei dati e dei proclami: “… costituite 600 start up in Basilicata con l’ultimo bando regionale… “, e dove sono queste 600 start up? Quanti soci hanno mediamente? Quale sarà il loro indice di mortalità ? A quanto ammonta mediamente il capitale investito? 600 start up sono tante, ma chi se n’è accorto di questa gemmazione fungina? Per il PD hanno lo stesso impatto economico una gelateria ed un’azienda agricola biologica, a prescindere dal numero di impiegati e dai capitali investiti, per il PD anche aprire una merceria che chiuderà tra due anni diventa un momento di crescita economica per il territorio.

Per Cosimo Latronico invece rimane fermo il concetto di hub, che lui usa da anni per tutto, dall’energia al turismo, un hub che si spopola e senza collegamenti ed infrastrutture come farebbe ad esistere? Neanche in agricoltura siamo diventati hub ma terra di conquista per imprenditori esterni. Latronico propone ma non dispone, indica ma non concretizza, ma ad un certo punto in pieno rigurgito berlusconiano propone di far “…valorizzare ai privati i beni storici…”! I privati nostrani, quelli che se ne fregano da sempre della tutela dei beni comuni, che spremono il territorio per profitto o che lo svendono o mercificano all’occorrenza dovrebbero di colpa diventare da speculatori a mecenati? Quelli che propongono la deroga per i trialometani? Magari privatizzando il demanio pubblico, già di fatto privatizzato e svenduto in molti casi? Chiude Latronico col sogno del parco della Magna Grecia, pensare ad un altro parco senza che nè lui, nè i suoi governi abbiano mai mosso un dito per tutelare l’ambiente costiero dal petrolio e dall’Itrec, questa ipocrisia qualunquista fa venire davvero il vomito.

Cifarelli invece è il tecnico della serata, fa l’economista ma anche il sociologo, il politico ma anche lo statistico, è l’uomo dei numeri. Parla di merito poi però è d’accordo col sorteggio nell’affidamento degli incarichi, e quando parla dei suoi lavori si auto-schernisce: si parla di concorsi truccati e disoccupazione, e lui ricorda che ha fatto il capo gabinetto del Comune di Matera per nomina politica, vuole però il sorteggio per gli incarichi, ma promuove il merito, ed in questo diventa grillino, parla di economia e start up ma non dice mai chiaramente di essere geometra, si definisce solo tecnico per tre volte senza specificare, e senza dire che parte dei suoi studi sono stati conseguiti con l’università telematica Marconi. Ovviamente quando la moderatrice, Mary Padula effettua un passaggio sull’ignobile nomina dell’ultimo direttore dell’ente parco delle Chiese Rupestri, ove Cifarelli anche lì ha amministrato, il silenzio omertoso cala e nessuno si sbilancia, vergogna generale ed imbarazzo tangibili.

Tra tutti e quattro i relatori, gli anni di lavoro fuori dalla politica per Latronico e Cifarelli forse si contano, previdenzialmente parlando, sulle dita di una mano! L’esperienza lavorativa principale di Latronico, alla domanda di Mary Padula, sarebbe quella di aver fatto il sindaco ! Senza tradire gli amici, sottolinea: peccato qualcuno penserebbe che per non tradire i voti degli amici forse ha tradito sè stesso insieme a tutto il territorio, infatti per Latronico non troviamo neanche nella sua biografia alcuna esperienza lavorativa al di fuori della politica!

Tisci invece, in pieno fervore sovranista fa invece l’aristocratico, e si fa scappare un “…per fortuna non ho fatto il cameriere...” parrebbe di sentire a capo basso, mentre giovani e valenti ragazzi del posto gli servono l’immeritato aperitivo; il cameriere è un lavoro come tanti altri, merita rispetto perchè logorante e spesso sottopagato, ma Tisci che vuole fare politica dimostra di avere la giusta dose di ignoranza utile per farla. Non pervenuto invece il segretario dei LEU che mentre dimentica di avere nel partito personaggi come Filippo Bubbico, dispensa lezioni di socialismo e proponi tagli, trasparenza, meritocrazia ma almeno lui un lavoro serio l’ha fatto, il bracciante agricolo, ed è forse quello l’unico dato utile e concreto della serata. Incredibile, un miracolo: LEU ha vinto almeno il confronto del buon senso.