Fino a qualche anno fa questo notizia mi avrebbe felicitato ma ad oggi suona di delusione ed amara conferma a molti dubbi. Nonostante il governo Conte fosse politicamente caduto ed in piena tempesta mediatica, il Ministro Costa il 20 agosto ha nominato ( con un atto neanche facilmente reperibile sul sito ministeriale infatti il ministro Costa lancia sui social la notizia 6 giorni dopo il decreto senza linkare alcun atto ufficiale ) i nuovi membri della commissione VIA del Ministero dell’Ambiente. Sulla tematica Terre di Frontiera si era recentemente espressa con un articolo di Antonio Bavusi che giustamente avanzava una serie di dubbi ed aspettative pienamente condivisibili e che oggi ne escono ulteriormente rafforzati. Nascono spontaneamente diverse domande:

  • La Prof.sa Albina Colella che fino al 2017 criticava aspramente i 5 Stelle per dopo riavvicinarsi a loro è stata ripagata per il suo stakanovismo durante le visite lucane di Sergio Costa a Viggiano e a Senise?
  • La Prof.sa Colella ha presentato osservazioni od opposizioni pubbliche contro il rinnovo della concessione Val d’Agri e sul pozzo Gorgoglione 3 a Tempa Rossa, oppure sul progetto SIMAM-Syndial a Viggiano?
  • Non sussistono conflitti di interessi o incompatibilità tra chi stipendiato UNIBAS lavora in un ente regionale petrolio-dipendente che sopravvive grazie alle royalties petrolifere?
  • Quante volte la Prof.sa Colella ha pubblicamente chiesto l’interruzione immediata delle estrazioni petrolifere in Basilicata? E quante volte soprattutto in campagna elettorale ha taciuto sul blocco ?
  • La Colella si è mai opposta in ambito accademico alla petrolizazzione dell’ateneo lucano?
  • Nell’agosto 2019 la Colella era in campagna elettorale e durante un incontro politico definì le royalties “occasioni di sviluppo”, il petrolio “un affare di Stato col quale conviverci”, e descrisse come “velleità” il blocco delle estrazioni;

Vi sarebbero numerose altre domande, molto più dettagliate e personali da avanzare ma per ora mi fermo qui, premesso anche il fatto che i nomi della nuova commissione VIA sono per la maggior parte a me sconosciuti e con ignoti meriti ambientali, o sociali, o scientifici ma sono sicuro che il prossimo ministro dell’ambiente chissà perchè me lo aspetto in perfetta continuità con l’attuale: finto ambientalismo, finti rimedi, ma concreta e reiterata distruzione del territorio, e se va bene abbandono. L’uso personalistico dei problemi ambientali collega la Colella ad un altro accademico-politico, il Sen. Franco Ortolani che ha annunciato pubblicamente i suoi due tumori dopo aver fatto lo yesman sul decreto fanghi, sul TAP, sull’ILVA, sul 5G etc etc etc, alla faccia della coerenza. La Colella ha abbandonato il ruolo della passionaria ambientalista perchè non le conveniva sul piano personale ed alla fine della lotta i coerenti li riconosci dalla penuria di incarichi pubblici che ricevono o rifiutano.

Nel mese di gennaio c.a. ricevetti la proposta di diventare consulente della commissione parlamentare d’inchiesta sul ciclo dei rifiuti, e dopo aver raccolto i consigli delle persone più vicine e fidate, rifiutai nel giro di poche ore perchè la proposta arrivava da esponenti di un governo che di morale, figuriamoci di ambientale, aveva ben poco. Costa è così competente, riprendendo le parole di un post della Colella, che in Basilicata ha evitato ogni confronto pubblico sulla vicenda petrolifera schermando anche la codardia di Di Maio ugualmente responsabile nella vicenda, e che in Basilicata si sono visti solo per campagne elettorali e lotta agli incendi! Costa dovrebbe solo tornare in Campania a far bonificare le discariche che ha lasciato scoperchiate. 

Ringrazio anche Costa per aver aggirato numerose domande spinose sul diritto di partecipazione alle conferenze di servizi sulle bonifiche, arrivando a propormi una supercazzola nel 2018, ossia l’accreditamento di Cova Contro all’albo delle associazioni riconosciute dal ministero dell’ambiente: un’aria di sola che alcuni mesi dopo è stata confermata mezzo pec dal ministero stesso che ha definito Cova Contro non accreditabile per diversi motivi. Onorato di essere il rappresentante legale di un’associazione non equiparabile alle lobby dell’ambientalismo di compromesso e riconosciute dal ministero del malaffare, come lo descrisse l’oncologo campano Antonio Marfella.  Anzi alla luce di tutte le omissioni mi meraviglia che nessun ben pensante lo abbia definito il “ministero delle ecomafie.”

Unico nome nell’elenco dei nominati, altro che concorso, che effettivamente ha sul campo svolto nel tempo importanti accertamenti per le procure sarebbe Marco Marchetti ( uso il condizionale perchè i nomi non sono accompagnati nè da un cv nè da altri dati identificativi ) esperto dell’Ingv nel campo della ricerca di rifiuti interrati. Peccato che secondo le logiche del concorso persone come Alessandro Marescotti, Luciano Manna, o altri grandi giornalisti d’inchiesta con spiccate competenze nel settore ambientale, o tante mamme che in libertà hanno studiato meglio di tanti servi-scienziati, non abbiano avuto neanche il diritto a partecipare al “concorso” per non parlare di grandi studiosi anche dell’ISDE che si sono rifiutati di partecipare o hanno perso.