Una fonte ha inviato una mail risalente al 20 marzo 2019, quattro giorni prima delle elezioni la base di Viggiano della Italfluid, azienda storica dell’indotto petrolifero ENI, usa la mail aziendale ed i contatti aziendali per sponsorizzare un incontro elettorale con il futuro presidente del consiglio regionale, Carmine Cicala, quota Lega Nord, incontro che si sarebbe tenuto presso i locali dell’azienda.

Ho contattato la segreteria di Cicala e la Italfluid senza ricevere risposta alle doverose domande del caso:

  • perchè questi incontri tra indotto Eni e candidati non sono stati sponsorizzati da nessuno, nè dalle aziende nè dai candidati stessi? E’ strano che sul profilo social di Carmine Cicala venga sponsorizzato di tutto dal pecorino di Moliterno ai carretti contadini ma non gli incontri con gli amici dei petrolieri;
  • l’appoggio si è limitato al voto o vi sono state anche altre forme di sostegno in campagna elettorale?
  • quanti incontri elettorali sono avvenuti nell’indotto petrolifero?
  • l’incontro è stato richiesto dal candidato od offerto dall’azienda Italfluid?
  • quale ombra getta questa dinamica sull’andamento democratico di una campagna elettorale? L’industria petrolifera oltre a modificare l’ambiente e la salute dei lucani, la linea editoriale di stampa e tv nonchè la prospettiva di vita degli abitanti locali come influenza le elezioni?

L’apporto elettorale dei filopetrolieri quanto è importante per l’affermazione elettorale della Lega e dei suoi candidati, e delle famiglie, anzi dinastie, che ormai avvinghiano a sè la sorte politica di interi territori come i Cicala per la Val d’Agri? Del resto la filiera petrolifera dovrebbe essere statale visto che parliamo di una risorsa pubblica eppure tutte le dinamiche sembrano ormai prettamente privatistiche. Aspettiamo con fiducia da Carmine Cicale e dall’Italfluid risposta ma il pensiero va ad Eni: quanto è determinante l’influenza politica di Eni sulle tornate elettorali lucane? Perchè nessuno in consiglio regionale propone un registro delle lobby, sul modello di quello adottato parzialmente dal MISE e mai entrato seriamente in funzione per i ministri ma solo per i dirigenti, nel quale informare il cittadino dei vari incontri che gli eletti hanno con aziende e portatori di interessi privati, sarebbe uno strumento utile in una regione ove i negoziati con le compagnie petrolifere si fanno rigorosamente a porte chiuse. Che democrazia è quella che vede burocrati ed eletti incontrare quotidianamente aziende e multinazionali mentre rifiuta i pubblici confronti con i cittadini?