Accade spesso in Italia, e sopratutto nell’ambito sanitario, che il presidente o direttore di un ente pubblico diventi poi commissario del medesimo, lo ha fatto Walter Ricciardi nell’Istituto Superiore Sanità, lo fanno in Basilicata i direttori delle aziende sanitarie. Ma nella sanità lucana, da sempre feudo fortificato del PD, qualcosa si è rotto e forse queste elezioni vedranno la prima scissione proprio tra le clientele di PD e LEU. Ripropongo (integralmente) ma in ritardo, la denuncia del sindacalista di Scanzano, Antonio Fedele, vero servitore della cosa pubblica, e linko la coraggiosissima denuncia di un medico lucano, Pietro Mondì, caso raro di medico lucano con spina dorsale dritta dinanzi alla politica.

COMMISSARIAMENTO DEGLI ENTI DELLA SANITA’ PUBBLICA IN “SALSA LUCANA”

La Giunta Regionale di Basilicata, nei giorni scorsi, ha proceduto a commissariare le Aziende Sanitarie Locali  di Matera e di Potenza e l’Azienda Ospedaliera “San Carlo” di Potenza.

La scrivente organizzazione sindacale ha trasmesso al Ministro della Salute, all’Autorità Nazionale Anticorruzione e alla Corte dei Conti della Regione Basilicata una lettera nella quale si spiegano le ragioni secondo le quali la Giunta della Regione di Basilicata non poteva, ad avviso della nostra Federazione, procedere al predetto commissariamento

Infatti, dalla lettura delle delibere di Giunta Regionale non si evince alcuna esigenza realmente  straordinaria che imponesse il ricorso ad una figura diversa (ma solo formalmente) da quella del Direttore Generale.

Inoltre, il Commissario dell’Azienda Ospedaliera “San Carlo” di Potenza aveva superato il 65° anno di età alla scadenza dell’Avviso pubblico per il conferimento dell’incarico di Direttore Generale, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 91 del 28.11.2017.

In tal modo è stata violata la norma contenuta nella disposizione dell’art. 1 – comma 3 – del Decreto Legislativo n. 171/2016 che vieta l’ammissione di soggetti ultra sessantacinquenni alla selezione per incarichi di Direttore Generale.

Per di più, sembrerebbe che il Commissario dell’Azienda Ospedaliera “San Carlo” fosse stato collocato in pensione ancor prima della data di scadenza del bando.

La normativa che regolamenta la materia degli “incarichi dirigenziali a soggetti in quiescenza”  persegue lo scopo di evitare che il conferimento di alcuni tipi di incarico sia utilizzato dalle amministrazioni pubbliche per continuare ad avvalersi di dipendenti collocati in pensione, aggirando di fatto lo stesso istituto delle quiescenza e impedendo che gli incarichi di vertice siano occupati dai giovani.

A tal proposito, la c.d. Circolare Madia (n. 6/2014) precisa che: “il legislatore ha voluto perseguire gli obiettivi sopra ricordati, vietando il conferimento a soggetti in quiescenza di incarichi e cariche che, indipendentemente dalla loro natura formale, consentono di svolgere ruoli rilevanti al vertice della amministrazioni”.

La Giunta Regionale di Basilicata, invece, travestendo i Direttori Generali in “formali” commissari in salsa lucana, ha pensato bene di aggirare le norme che vietano espressamente di conferire l’incarico di Direttore Generale a soggetti in quiescenza.

La questione delle nomine di “sostanziali” Direttori Generali, camuffati con le sembianze di “formali” Commissari di Aziende sanitarie pubbliche, è stata già affrontata dal Dott. Raffaele Cantone, Presidente dell’Autorità Nazionale Anticorruzione.

Con la delibera n. 66 del 02.09.2015, il suddetto Presidente ha compiuto una puntuale e rigorosa  disamina riguardante la nomina di Commissari di Aziende Sanitarie della Regione Calabria, molto attinente al caso delle nomine commissariali lucane.

 

Dalla lettura di detta delibera si evince facilmente che le “considerazioni sulla identità delle due figure, così come delineate dalla normativa regionale, potrebbe essere più che sufficiente per supportare l’affermazione che il commissario straordinario vada considerato funzionalmente equiparato al Direttore Generale”.

Perciò, la delibera dell’ANAC in questione stabilisce che: “sussiste l’inconferibilità per l’incarico di commissario straordinario dott.  (omissis) e, di conseguenza, ai sensi dell’art. 17 del d. lgs. n. 39 del 2013, l’atto di conferimento dell’incarico ed il relativo contratto devono essere considerati nulli, con i conseguenti obblighi da parte del responsabile della prevenzione della corruzione della regione Calabria di procedere alla contestazione della inconferibilità ai sensi dell’art. 15 del medesimo d. lgs. 39/2013”.

L’anomala nomina dei commissari dei vertici degli enti sanitari di Basilicata mette in evidenza un ulteriore delirio di onnipotenza consumato dal governo regionale e dai loro asserviti e stagionati burocrati, che, violando le norme nazionali, hanno proceduto al commissariamento, senza che ne ricorresse alcuna esigenza straordinaria, nominando soggetti ultra sessantacinquenni e pensionati.

Perciò, la scrivente organizzazione sindacale esprime il senso di scoramento  delle lavoratrici e dei lavoratori rappresentati che sono stanchi di assistere a continue violazioni di norme nel settore della sanità pubblica regionale di Basilicata.

Tali incivili comportamenti mortificano lo stato di diritto e le giovani generazioni, costrette  a fare le valigie per ricoprire incarichi di vertice della pubblica amministrazione al di fuori della loro terra natia, occupata stabilmente da giurassici funzionari.

Il Segretario Provinciale della Federazione Italiana Sindacati Intercategoriali

Antonio Fedele