Il 19 giugno c.a. alle 11:17 ad un membro di Cova Contro arriva da un giornalista della RAI nazionale un sms che riporta:”la puntata è stata rinviata causa ingerenza ENI sul TG3“. E forse non è la prima volta, ma partiamo dall’inizio.

Già l’anno scorso la RAI nazionale ci intervista sulle contaminazioni degli alimenti nelle aree petrolizzate, dati ad oggi ancora nascosti, ma il grosso dell’intervista viene tagliato ( l’80% circa ) ed i dati veri non escono fuori; con la RAI Basilicata invece a fine 2016 si acuiscono i problemi rispetto al passato, addirittura la richiesta di fare un servizio sugli studi sulla sismicità legata al petrolio, indagini ENI-INGV segretate, viene inviata ad Oreste Lopomo, caporedattore RAI Basilicata, per oltre 6 mesi ( quindi oltre sei richieste di servizio ) ed il servizio arriva dopo l’ennesima litigata telefonica con Lopomo a circa 9 mesi dalla prima richiesta. Interrompiamo il rapporto con il TGR, da allora se vogliono ci cercano loro: liquido Lopomo scrivendogli che reputiamo la RAI Basilicata un “servizietto privato” che non merita il minimo rispetto da parte nostra. Veniamo a sapere nel frattempo che in ambito Rai nazionale, a Lopomo hanno dedicato un premio ufficioso e scherzoso conferito tra colleghi, il “Lopomo d’oro”, dato al giornalista, pare, più mansueto, e la cosa conferma la nostra idea del personaggio. Nel frattempo veniamo anche a sapere che Tatiana Lisanti, giornalista RAI 3, consiglia ai colleghi di lasciar stare l’ambientalismo lucano e di chiedere ragguagli sulla situazione ambientale al suo compagno, Piero Lacorazza.

Dopo le chiazze sul Pertusillo torna la RAI nazionale, prima il TG3 ci chiede un nostro membro che analisi alla mano, sul Pertusillo, doveva concedere un’intervista sulle ultime nostre analisi, dopo quel servizio, tra un rinvio ed un altro, non andrà mai in onda perdendosi tra promesse e chiacchiere, perchè la direzione non lo reputava “utile”. Poco dopo torna di nuovo RAI3 ( Fuoritg del 27 giugno ), e censurano completamente l’intervista sugli studi/analisi mai pubblicate sia sul rischio sismico legato al petrolio che sull’inquinamento degli alimenti ( sempre queste due tematiche vengono rinviate ), e censurano anche in toto sia un docente universitario campano sempre sulla tematica sismicità e petrolio che un altro celebre ambientalista lucano. Il tutto in aggiunta per far parlare in studio il solito lobbista, Tabarelli di Nomisma Energia, e soprattutto ENI, che prende il grosso del minutaggio, ed in diretta a margine viene coinvolto addirittura un attivista “non lucano”. A noi viene detto che per lo studio non siamo abbastanza “fighi”, dopo, ci viene detto che la direzione vuole “rallentare su ENI”, dopo arriva l’sms sopra riportato dove si parla di ingerenze di ENI sul lavoro RAI.

Noi denunceremo il tutto alle autorità preposte, e da oggi visti i precedenti, ci sentiamo obbligati a contro-registrare le nostre interviste, perchè professionisti pagati con soldi pubblici prendono le nostre informazioni, i nostri documenti, il nostro tempo, tutto a nostre spese, per poi tagliarci del tutto, offrendo un’informazione di serie B. Speriamo che la Commissione Vigilanza si svegli su queste storture ( in passato avvisata ma senza risposta ), noi come sempre riportiamo il tutto a futura memoria. Sempre spazio per ENI ed i suoi lobbisti, sempre spazio per strani ambientalisti calati dall’alto o importati nei momenti topici, sempre spazio per politici, vip ed incompetenti vari, in questi due anni ne abbiamo viste troppe, e qualcosa ve la alleghiamo qui sotto. Dati gravi trattati con troppa prudenza, dati deboli che ricevono troppa visibilità, chi contesta non viene mai invitato e quando accade o hai i secondi contati oppure il taglio del conduttore sminuisce il tutto, ENI invece viene contattata per dire la sua quando e come vuole, anzi a volte i testi giornalistici sono simili alla linea comunicativa di ENI stessa: promozione del turismo scolastico presso gli impianti ENI fatto passare come “modello”, uso dell’etichetta “ambientalismo” per folklorizzare la protesta democratica, giornalisti disinformati che vogliono in pochi minuti capire il lavoro di anni. La TV generalista spacciata da servizio pubblico è ormai un “servizietto ” a favore della politica e delle lobby, che in RAI  hanno tanti parenti o affini. Eni, lobby e politica hanno tutto lo spazio che vogliono, i cittadini attivi valgono meno di zero e dovrebbero anche ringraziare per i 15 secondi concessi?! A quei pochi bravi giornalisti che comunque firmano i servizi non rimane che il ricatto occupazionale, cosa che ci è stata candidamente ammessa, roba da Corea del Nord altro che Matera 2019.

Nel 2016 per esempio contestammo questo servizio, sul quale alleghiamo la mail, con la classica risposta:”…disposizioni dall’alto…” il solito odioso vicolo cieco ove dietro il taglio editoriale si nasconde l’atteggiamento unidirezionale di servilismo verso politica ed aziende. Anche per questo ci siamo fatti il nostro sito d’informazione, per essere realmente liberi da ogni laccio e riverenza.

A cosa serve poi il Corecom o l’AGCOM se puntualmente ad ogni segnalazione di denuncia ci viene “non risposto” che non possono intervenire sul portale della Regione Basilicata ove siamo stati puntualmente censurati? Adesso si capisce perchè RAI e Corecom siglano accordi per dare spazio all’associazionismo, perchè entrambe sono la stessa cosa, come sempre controllore e controllato a braccetto. Sarebbe bello, come già documentò magistralmente Report, sapere quanti soldi ENI dà a partiti, fondazioni e gruppi di pressione ( del resto è un’azienda a partecipazione statale ), chi tra i giornalisti manda ad ENI in anteprima le notizie su di essa prima di pubblicarle, quanti giornalisti, direttori ed editori ricevono da ENI regali, quanta pubblicità arriva e con quali modalità o tempistiche, questo traffico di soldi ed influenze quale impatto ha avuto sulla stampa italiana e lucana? Strana per esempio la guerra con ilFATTOquotidiano, prima DeScalzi toglie 20mila euro d’inserzione, dopo ilFATTO replica nonostante da sempre ospiti ENI ( organizzando anche corsi sui rapporti stampa – sponsor ), e dopo pochi mesi arrivano in pompa magna pagine e pagine di green economy ENI . Come scrisse magistralmente Pietro Dommarco: …fino a quando ENI ti paga i soldi sono puliti. Quando invece ENI ti revoca la pubblicità i soldi diventano improvvisamente sporchi”