Felici di aver contribuito alla nazionalizzazione del problema Cavone, onorati dell’intervista fatta, sul nostro lavoro, alla professoressa universitaria Albina Colella, stimolanti le risultanze analitiche ultime che hanno confermato le anomalie del Salandrella di tre anni fa e quelle della foce Cavone di quattro anni fa, tutte analizzate solo da Cova Contro con il contributo di normali cittadini e non con quello di noti personaggi mediatici… e rifletto che su questo andazzo qualcosa non va. Tanta gente e nostri sostenitori hanno giustamente scritto e telefonato in queste ore per chiedere: “…come mai Cova Contro non ha interpretato le analisi pagate da Striscia la Notizia ma prelevate e segnalate da Cova Contro …”; “…perchè se voi denunciate il degrado nel Cavone da quattro anni in solitaria dopo vengono intervistati gli altri?… “;”…fatevi valere e difendete il Vostro lavoro…”. Che dire, hanno tutti ragione. Per anni abbiamo permesso ad altri di appropriarsi delle nostre tesi, dei nostri dati ( non pubblico le foto dei furti perchè non è di questo che voglio parlare ), è vero che pochi lavorano gratis per molti ma ciò non autorizza la cannibalizzazione del volontariato altrui. Era il 2015 quando Andrea Spartaco veniva linciato mediaticamente per i fanghi neri alla foce del Cavone ed oggi tutti quei farisei dove sono ? Il lavoro che prima Andrea Spartaco e poi a ruota Cova Contro hanno svolto sul Cavone dal 2015 ad oggi, dai celebri fanghi neri alla foce del Cavone alle acque rosse del Salandrella fino agli ultimi sviluppi è stato un lavoro costante ed oneroso fatto con metodo solo da un’associazione: avviato per essere finito con il medesimo metodo di partenza che mai è stato quello dell’improvvisazione, tant’è vero che le indagini su questo fenomeno sono partite dalla nostra denuncia formale.

Al di là della soddisfazione nell’aver contribuito alla nascita del “caso-Cavone” sin dalle origini, insieme a decine di sanmauresi che finanziarono le prime analisi sul Salandrella, ieri Striscia la Notizia ha ignorato il nostro metodo di indagine e la cosa non è un dettaglio: potevano affondare il colpo ma non l’hanno fatto…perchè? Perchè a due giorni dal servizio ci è stata tolta l’intervista concordata e la possibilità di commentare le analisi con i nostri tecnici? Avremmo detto cose più gravi e circostanziate di ciò che è andato in onda invece si è preferito altro…

La storia vera. Pinuccio la scorsa settimana si prendeva la paternità della notizia, avrebbe scoperto lui il problema…, falso, dicendo nel medesimo comunicato che i carabinieri e quindi l’Arpab erano stata “attirati” da Striscia, falso pure questo, perchè i carabinieri forestali sono stati avvisati da un membro di Cova Contro… e noi di Cova Contro per amor di patria tacevamo su questo modo sensazionalistico di fare spettacolo su una notizia grave, tacevamo per amor di patria nonostante il personaggio, Pinuccio, sembrasse più interessato a prendere visibilità su un lavoro che non era suo piuttosto che sul comprendere la verità. Ingoiamo questo protagonismo estremo per amore delle analisi ma il sito, ci tengo a precisare, ci è stato segnalato il 2 maggio dal signor A. C., lucano doc, e solo dietro nostra pressione la macchina di Striscia è partita, macchina che ignorava le precedenti segnalazioni del sig. A.C.. In vista del referto analitico e sempre per amor di patria, per un interesse comune superiore ho ingoiato anche questi rospi ( parte di una serie di due anni, da quando Striscia prende da noi con tangibili ritorni solo per loro ) tuttavia andavo avanti con fiducia e la settimana scorsa impiegavo una mattinata intera per coordinare il supporto a Striscia, per il primo servizio, tutto lavoro gratis come sempre: svariate ore tra telefono e mail nel coordinare il lavoro, cercare e consigliare le migliori analisi nel minor tempo possibile per un interesse superiore con l’unica scontata pretesa di essere l’interlocutore di riferimento nel servizio…del resto l’unica retribuzione pretesa è la considerazione ormai. Ad oggi non ci sono state ancora spedite neanche le analisi dei campioni da noi prelevati la settimana scorsa, usato il nostro nome in un servizio, quello di ieri sera, così en passant, senza che noi avessimo letto i risultati e condiviso il metodo!

Tralascio le modalità fumose con le quali è maturata l’intervista ad una docente universitaria che pochi mesi fa mentre era in campagna elettorale auspicava una convivenza col petrolio e descriveva le royalties come sviluppo; avevo diffidato Striscia dal citarci nel secondo servizio perchè all’oscuro degli esiti, non sicuro se le analisi rispecchiassero i nostri dettami. Infatti è stato comunicato da Striscia un solo campione nel servizio di ieri sera a fronte di due prelievi, tra l’altro analizzato per meno parametri di quelli da noi richiesti, ignorando anche la nostra richiesta di analizzare separatamente la frazione solida da quella liquida, dimenticando di tipizzare i fenoli e senza trovare idrocarburi diversi dai totali ( infatti in queste analisi non hanno trovato neanche tracce di essi ) e mancano soprattutto decine di altri composti che servivano a capire meglio la natura dell’inquinamento invece frettolosamente si è fatto un processo al solo petrolio ricorrendo all’intervista di una studiosa che mai chiaramente ha chiesto nè la chiusura del COVA, nè di TECNOPARCO, nè di Tempa Rossa! Occorreva soffermarsi sulla concomitanza delle sostanze ritrovate da Striscia con quelle documentate da noi dal 2015 ad oggi sempre nel Cavone, capire l’origine di quei fenoli e fosfati, l’eventuale presenza di sostanze colloidali e soprattutto evidenziare la solubilità di quelle sostanze, metalli su tutti, non solo nei sedimenti ma nelle acque in modo tale da ripetere quanto già documentato in altri tratti del Cavone! A cosa serve chiedere una consulenza se non la si porta neanche a conclusione? Avevamo caldeggiato dal giorno stesso della segnalazione, il 3 maggio, il noleggio di un geomagnetometro per escludere o confermare subito la tesi principale, ossia l’interramento di rifiuti industriali, e non di soli fanghi petroliferi ( che sarebbero ormai solidificati in quanto prodotti interrati ma eventualmente non “confezionati” e sversati tal quale cosa diversa sarebbero le acque di strato ma il servizio su questo fa confusione nonostante l’intervista all’accademica ) ma anche e soprattutto di altro, lo stesso “altro” rinvenuto a pochissimi chilometri da lì a fosso Lavandaio nel 2003, fusti disotterrati dalla Procura di Matera ricorrendo alla medesima azienda che Striscia attenzionava per la discarica di Deliceto, la Agecos! Perchè dalla Puglia è arrivata tutta questa fretta di chiudere con superficialità un problema così palese con un intervista tutta made in Puglia ? “Cui prodest”? Dati e ricerche svolte in Basilicata da associazioni lucane con contribuenti lucani perchè deve trovare anomale camere di compensazione extraregionali? Pinuccio parla di rifiuti interrati ( grazie alla nostra consulenza gratis ) e la Colella nonostante fosse a Pisticci parlava di Montemurro – C.da Larossa che dista ad oltre 50 km di distanza, dando entrambi due teorie diverse nello stesso servizio eppure nessuno di loro ha parlato delle ortofoto che abbiamo raccolto sull’area in questione e che denota pesanti modifiche dei terreni nel decennio 2000-2010! Ovvio perchè dovrebbe parlarne chi non le ha studiate e ricercate?

Ignorata anche JonicaTV che ha dato non solo supporto a Striscia e Cova Contro ma ha attenzionato la situazione anche meglio di Striscia con altri dettagli ignorati da Pinuccio.

Noi collaboriamo con tutti ma seguendo la nostra etica, non mercanteggiabile per mera visibilità od esigenze di spettacolo, e già in passato trattazioni troppo sintetiche ed improvvisate ci hanno costretto come Cova Contro a chiudere i ponti con format troppo generalisti a fronte della delicatezza del problema. Messaggi credibili e completi devono essere comunicati dagli autori degli stessi o da gente altrettanto credibile: noi all’assessore pittelliano all’ambiente Francesco Pietrantuono abbiamo fatto dura opposizione senza strette di mano a differenza di altri noti ambientalisti da prima serata.

La Prof.ssa Colella dopo un incontro pubblico e cordiale con l’assessore Pietrantuono prima aspirante dimissionario e dopo ricandidato – 2017 fonte Facebook

Il metodo di Cova Contro va condiviso dall’inizio alla fine, il lavoro altrui non va rubato ed il volontariato vero vale più del lavoro retribuito: per noi non viene prima la visibilità o i personaggi ma la serietà nel trattamento oltre che dei dati e delle indagini soprattutto delle persone, chi segnala va tutelato e valorizzato non usato come un vuoto a perdere…ho sbagliato a chiamare Striscia la Notizia questa volta e chiedo scusa.

Dopo però vedo Di Maio flirtare con Michele Somma e mi rendo conto che le acque rosse del Cavone non sono l’unica notizia degna di attenzione mediatica…

Di Maio e Somma a Matera per promuovere il 5G cinese – fonte TG3