In questi giorni diversi imprenditori policoresi mi hanno contattato, da qui la voglia di scrivere questa lettera aperta, rivolta soprattutto a loro.

Tra approcci soft e culturalmente elevati e sfoghi di pancia, molti imprenditori locali hanno mostrato più tatto di Francesco Garofalo e dell’insana voglia di deroghe. Si lamentano della perdita di prenotazioni, sentono il fuoco della rabbia, la paura delle perdite incontrollate, ma noi di Cova Contro li capiamo bene perchè questo fuoco lo sentiamo da tanti anni e senza profitti. Adesso tocca però agli imprenditori fare i cittadini, i padri, i nonni, gli indignati. Danni d’immagine? Perdita di profitto? Trovatevi un legale di fiducia e forti anche della nostra gratuita collaborazione, chiedete alla Regione Basilicata, ente locale deputato al controllo ambientale e sanitario, i danni, tutti i danni se avrete il coraggio di sfogarvi contro la Regione come giustamente avete fatto con noi. Danni che se chiesti con la dovuta forza dimostreranno la vostra utilità sociale che non deriva solo dai posti di lavoro che offrite ma dal peso contrattuale che rappresentate agli occhi della Regione medesima che in voi vede solo voti, quindi potere. Il trasformismo ed il silenzio connivente anche di tanti nostri imprenditori locali da sempre proni alla politica, salvo casi rari, hanno da sempre pregiudicato lo sviluppo anche di una sana informazione ( infatti da noi gli unici imprenditori che investono nell’editoria lo fanno solo a scopo personale ed elettorale ), e purtroppo proprio le vostre associazioni di categoria hanno sempre taciuto sui vari disastri territoriali ma non hanno mai smesso di flirtare con la politica locale, abilitando agli occhi di tutti l’immagine dei criminali che ci governano.

Se la denuncia è pesante, allora ce la prendiamo con i denuncianti? Vogliamo continuare a stoccare scheletri e polvere sotto tappeti o armadi infiniti? Questo è il modello di sviluppo da insegnare ai giovani? Dovremmo allora criticare Falcone e Borsellino perchè con il loro lavoro hanno disegnato un’immagine mafiosa dello stato italiano? Chiedere a Report di non analizzare bene i fatti perchè con troppa informazione libera ed approfondita uscirebbe fuori tutta la corruzione sulla quale si sorregge l’economia italiana, quindi altro danno d’immagine ed economico? Ma quale immagine abbiamo da tutelare dopo tutte le bugie ed i reati raccolti?

Perchè accettare la logica di fasulle certificazioni come la Bandiera Blu? Perchè voi imprenditori non avete mai combattuto per controlli seri ed approfonditi oltre che terzi e trasparenti? Perchè non avete mai mosso un dito contro i conflitti d’interesse nel settore dei controlli? Volete pubblicità? La migliore è la verità, volete veri controlli? Le associazioni, come la nostra, sono a disposizione gratuitamente da anni per farli ma continuare ad ignorarci forzatamente e contattarci solo per chiedere di “tirare un pò il freno” farà del male solo a voi stessi. I cittadini vogliono verità e libera informazione, e scevri da sudditanze economiche potranno forse scegliere meglio quale modello di sviluppo sostenere. Del resto vita e morte fanno parte anche del vero libero mercato e se un imprenditore nasconde o mente è giusto che venga individuato; isolare le mele marce forse porterebbe a svelare cattive prassi diffuse?

Troppa polvere nascosta sotto i tappeti per decenni, troppe zone grigie, troppa omertà, in una vera democrazia i poteri devono bilanciarsi ed ora che nel Metapontino l’informazione libera inizia a rafforzarsi gli imprenditori locali iniziano ad allarmarsi perchè non sono mai stati calati in un contesto di libera informazione territoriale, si soffre di una sorta di “semi-analfabetismo funzionale” ove non si sa a cosa serva l’informazione se non a manipolare consensi ed immagine.

Per noi i colpevoli devono pagare, i problemi devono venire a galla, e la collaborazione tra tutti può essere l’inizio di una nuova coesione sociale a Policoro, per questo Cova Contro chiederà a numerose aziende della zona di:

  • finanziare la ricerca dei contaminati rinvenuti nella falda dell’Itrec anche negli alimenti locali e nei pozzi ad uso industriale/agricolo;
  • finanziare la ricerca dei DBP ( sottoprodotti della disinfezione da cloro, diversi dai trialometani );

abbiamo trovato il laboratorio per effettuare le analisi al punto uno, sul secondo stiamo lavorando, e vorremmo concordare l’azione anche con gli imprenditori locali, seduti attorno ad un tavolo pubblico, per capire chi vuole fare impresa nel rispetto del territorio e chi invece cerca altre soluzioni, il tutto per garantire l’informazione del consumatore ed il diritto all’impresa, per noi sempre subordinato al diritto alla salute. La trasparenza è la pubblicità più forte, speriamo diventi questo l’unico vero marchio locale.