I sindaci delle valli del petrolio “affetti da bugiardite”? Da Montemurro a Viggiano la galleria delle loro bufale

Non abbiamo tempo da perdere nell’evidenziare la mediocrità della classe dirigente locale, però ogni tanto è giusto rispolverare le vecchie glorie che abbiamo, glorie che ci hanno portato allo sfacelo odierno. Abbiamo fatto un piccolo montaggio per unire alcune “sparate” celebri di alcuni politici locali.

Poche settimane fa al TG 3 Basilicata l’ondivago sindaco di Montemurro e tecnologo del CNR, nonchè Lacorazziano doc, Senatro Di Leo, esprimeva preoccupazione per l’inquinamento dei suoli nell’area del pozzo ENI-Costa Molina 3. Nulla di più offensivo per l’intelligenza altrui: un sindaco al quale in questi anni è stata proposta ogni azione di tutela ambientale e sanitaria, protocollata ogni proposta od analisi, pur non avendo mai dato seguito alle nostre proposte, va in TV a lamentarsi delle sue omissioni? Parla di Costa Molina 3 e perchè non di Costa Molina 2? Perchè non avanza le prescrizioni doverose ad un’AIA scritta con i piedi dalla Regione Basilicata? Ha mai mandato il sindaco Di Leo delle osservazioni contrarie all’aia del COVA o a qualche altro progetto petrolifero? Ci ha mai fatto accedere alla sorgente comunale per analizzarla? Un vero comico Di Leo, anzi una “maschera”, forse di qualche pezzo grosso del PD che non vuole scoprire determinati altarini personali? Perchè il Sindaco Di Leo non promuove un pubblico contraddittorio sul petrolio? Perchè non è mai venuto negli innumerevoli incontri da noi organizzati nel comune da lui amministrato?

E il sindaco Cicala che pare non sia in grado nè di usare il telefono, nè la pec ( da anni irraggiungibile per noi, tranne in un’occasione ), sindaco di un comune pieno di soldi ma privo di personale comunale che risponda al telefono o alle pec. Cicala che parla di inquinamento acustico mentre sono le altre forme di inquinamento il vero problema, che consiglia all’opinione pubblica di lasciar stare “il Pertusillo perchè il problema è nel Cova”! Bravo Cicala infatti il problema è proprio nel comune da te amministrato, e chi deve entrare nel COVA se non altri che il sindaco, con le associazioni e la cittadinanza magari, e chi altri se non il sindaco dovrebbe organizzare un pubblico confronto sulla tematica? Nel COVA noi vorremmo entrare ma se il padrone di casa non collabora allora noi ci chiediamo: qual’è il “gioco della Cicala”? Con tutti i soldi che sprecate per infrastrutture inutili, assistenzialismo spinto e concerti perchè non finanzia un serio, costante e partecipato monitoraggio ambientale?

Oppure Piero Lacorazza che pensa di essere un grande statista ma non riesce ad essere neanche una stimolante copia di Checco Zalone: recentemente a Val d’Agri webtv, interrogato sulla gestione dei fondi PO VAL D’agri ( un miliardo di euro che in 10 anni alla politica farà gola ) dice che il “…PO è il giusto ristoro per i danni sanitari ed ambientali…” e non solo non parla di spesa per i monitoraggi ambientali e sanitari ma addirittura di contrarre pure mutui su queste somme per le sole infrastrutture, quindi soldi spesi sempre nella direzione opposta al problema, con giudici che pensano in autonomia di monetizzare gli impatti sulla pelle altrui.

Un altro sindaco modello di riferimento è a Corleto Perticara, Antonio Massari, pittelliano, che ha chiesto alle banche mezzo delibera, l’anticipazione sulle royalties comunali. Il sito web del comune è privo di informazioni ambientali e quelle poche informazioni pubblicate nel 2015 dietro nostra pressione, sono state tolte dopo un anno. Non pubblicati i dati sulle falde a Tempa Rossa, ed anche qui zero fondi per monitoraggi ambientali e sanitari. Intanto il sindaco di Calvello tranquillizza tutti, senza dati pubblici e pubblico contraddittorio, sulle contaminazioni da metalli pesanti nel torrente di Vallone Larossa.

E l’ANCI dulcis in fundo, ignora da quasi due anni la proposta del protocollo trasparenza per gli amministratori locali, protocollo che dovrebbe permettere ai cittadini di sapere oggettivamente e tempestivamente, quanti amministratori locali hanno le mani nel petrolio e quindi conflitti d’interesse. Tutto bene quindi madama la marchesa.