La diga di Monte Cotugno è abbandonata a sè stessa. Strano ma possibile, sembra meno controllata del Pertusillo! L’EIPLI, ente in liquidazione perenne, postificio della politica di serie B, non risponde alle nostre richieste di chiarimento e a fronte della macchia rossa del febbraio 2018, ci ha risposto con una vergognosa nota, sotto allegata, nella quale il direttore generale, Nicola Pugliese, dice che non si poteva procedere a prelievi perchè le acque erano agitate! E che in fase di piena la macchia scompare! Ma le responsabilità non scompaiono, e le acque le agitiamo anche noi.

A ciò aggiungiamo la superficialità del sindaco di Senise che si fida delle analisi Arpab ( come nel video allegato ), ma non comprende o fa finta di non vedere, che le analisi Arpab sull’invaso di Senise sono pesantemente incomplete, prive di intere categorie di sostanze, sporadiche e limitate alle acque superficiali, ignorando sedimenti e colonna d’acqua, anche queste allegate in calce.

Intanto è dal 2015 che segnaliamo in un determinato punto dell’invaso l’affioramento di liquami rossastri, già analizzati e trovati non conformi per i parametri solfati e manganese, con tracce consistenti di idrocarburi e nichel. All’epoca denunciammo anche le crepe nel rivestimento bituminoso del muro interno dell’invaso di Senise, oggi problema ancora irrisolto e da noi fotografato anche quest’anno, nelle stesse condizioni.

 

Come già ricordato ampiamente in questi mesi da Giovanna Bellizzi – Mediterraneo No Triv, nell’invaso ricadono numerosi impatti non debitamente studiati: dalla discarica di Sant’Arcangelo ( sotto le riprese col drone ), al depuratore di Senise, dai vari scarichi agricoli e zootecnici ai siti inquinati di Palombara, documentati dal video di Giovanna Di Sanzo, e ad altri siti inquinati catalogati nell’anagrafe regionale e visibili nel geoportale RSDI ( foto allegata ).

Visto che il Comune di Senise ha ignorato le nostre proposte operative, visto che addirittura il geoportale regionale non contempla la discarica di Sant’Arcangelo neanche tra i siti segnalati come potenziale fonte di inquinamento, visto che Arpab non ha mai pubblicato una sola analisi nè sul depuratore di Senise nè sulla falde ricadenti tra la discarica di Sant’Arcangelo e la diga di Monte Cotugno, i cittadini e gli attivisti 5 stelle di Senise, senza cappelli politici, hanno accolto la richiesta di Cova Contro e stanno raccogliendo fondi per procedere con analisi autonome, accreditate e partecipate proprio nell’invaso.

Le omissioni nelle analisi Arpab. Nella diga di Monte Cotugno Arpab commette il solito reato di non ricercare tutti i parametri previsti per legge, ed omette di riportare tali carenze nei certificati, mancano intere categorie di sostanze, dai solventi ai fitofarmaci, dai policlorobifenili ai tensioattivi, dall’acrilamide ai fenoli, i campioni non sono georeferenziati, le unità di misura riportate sono sbagliate ed in più per rendere difficoltosa la lettura delle loro pseudo-analisi, non riportano in tabella neanche i limiti vigenti. Manca l’onestà e l’accortezza di riportare in calce alle analisi la verità, ossia che numerosi parametri non possono essere ricercati per carenze strumentali, quindi come è possibile che l’Arpab rilasci pareri di conformità se fa analisi parziali? Nel settembre 2017 Arpab ritrova nell’acqua d’invaso 60 mcg/l di idrocarburi disciolti e 400 mcg/l di cobalto, mentre bario, boro, nichel,manganese e piombo sono una presenza costante. Gli idrocarburi vengono ufficialmente ritrovati già per la seconda volta, alla faccia del singolo episodio, ed il cobalto, pericoloso metallo pesante, non è normato per le acque superficiali d’invaso ma per le falde il limite sarebbe 50 mcg/l, quindi questo cobalto da dove viene e quale pericolo sanitario ha comportato? Sempre tutto sotto i limiti di legge “madama la marchesa”, ma con la certezza che l’Arpab come al solito non abbia svolto al meglio il suo lavoro, e senza spiegare da dove venissero quei tenori di idrocarburi e cobalto rilevati nel settembre 2017. Perchè il sindaco a maggio  2018 rassicurava tutti? Non aveva letto le analisi, analizzato le omissioni e studiato lo storico dei problemi dell’invaso ? Ma il sindaco sa che nessuna falda nella zona è stata mai sottoposta ad approfonditi controlli ufficiali e pubblici, idem i sedimenti ed i depuratori ? Il sindaco sa che l’Arpab non ha una sola analisi ambientali sulla discarica di Sant’Arcangelo attiva da decenni ? E qual è la qualità delle acque delle due traverse del Sauro e del Sarmento? Positività nelle analisi e funzionamento delle traverse coincidono temporalmente? A cosa erano dovute le anomalie rilevate dai satelliti Sentinel 2 e Landsat 8 sulla specchio d’acqua dell’invaso lo scorso febbraio? Passano i mesi, zero risposte, a parte quella inqualificabile dell’EIPLI di Bari.