Il 19 gennaio è stata inaugurata la nuova sede dell’Arpab di Matera: dopo oltre 10 anni di affitto pagato al gruppo dell’imprenditore dei rifiuti, Giovanni Castellano, nella nuova sede pare che l’allargamento di alcuni uffici dirigenziali abbia addirittura tolto volumetrie per i laboratori. Il video allegato dimostra come il presunto ufficio aria di Matera sia in realtà grande quanto un ripostiglio, privo dello spazio idoneo, di cappe, e con la strumentazione, incompleta, accatastata e non operativa.

Soldi pubblici spesi su Matera per non avere un laboratorio vero e funzionante alla faccia dei proclami e della riforma Arpab. Tutto va a Potenza, tutto concentrato lì: ma tra COVA, Tempa Rossa, Fenice, discariche, Val Basento, etc come può la sola sede di Potenza far fronte a lavoro ordinario ed eventuali emergenze? Come può il personale addetto al laboratorio Aria di Matera conservare standard operativi di livello se non mettono mano alla strumentazione? Da quando non fanno controlli sul campo e con quale frequenza? Senza interfaccia con le macchine e l’attrezzatura rischiamo di far degenerare i tecnici in semplici impiegati da scrivania!

Adesso pretendiamo di vedere e conoscere la reale operatività di tutti i laboratori Arpab, le condizioni di lavoro e l’operatività del personale! Iannicelli deve smettere di ignorare le nostre comunicazioni ufficiali, decine inviate in questi anni alle pec di Arpab prive di risposta da parte sua. Qui si configurano le ennesime omissioni, danni erariali/patrimoniali, mentre la Regione in esercizio provvisorio non permette ad Arpab di procedere con le ulteriori assunzioni ( delibera 129 sotto allegata ), infatti buona parte degli uffici ripresi nel video integrale non allegato, sono vuoti; ci diranno che il personale era in missione? Allora perchè ad oggi ancora non possiamo sapere chi fa cosa, quando e come? Intanto l’unica centralina di controllo della qualità dell’aria di Piazza Matteotti a Matera pare sia stata del tutto smantellata. La truffa, priva di arresti, continua…