Anni fa Andrea Di Consoli scrisse un editoriale sul Quotidiano della Basilicata, forse ai tempi della direzione di Leporace, che si intitolava: “Facce di bronzo e culi di pietra“, articolo che ricordo ancora oggi, perchè era una fluida retrospettiva socio-politica che gravitava attorno  alla figura folkloristica di Cosimo Latronico, anzi “Ladronico” per citare ironicamente un mio caro amico che lo considera un doroteo arricchitosi con la politica divenuta professione, anzi trasformatasi in rendita.

Latronico effettivamente fa da sempre solo questo: comunicati stampa ed interrogazioni di ogni tipo, quando serve contro tutti e quando conviene contro nessuno, sempre superficiali e sempre moderate. Naviga sulla mediocrità locale, qualche “spintarella” chirurgica qua e là ( vox populi – ndr ) a qualche amico perchè si fa quel che si può soprattutto quando un territorio è in affanno direbbe lui, strette di mano a tutti, sorrisi, abbracci, pacche ma il bello è che da quando Lui “governa” l’opposizione, il Metapontino è sempre più morto, fermo al palo, quindi cos’abbia da ridere il senatore rimane un mistero. Mi disgusta da tempo la sua figura, da quando ero giovane universitario di AN ed obbligatoriamente coscritto nel PDL, lui e Viceconte erano le ipoteche di tutte le mancate vittorie e di tutti i mancati cambiamenti, i guardiani di finti processi senza colpevoli, perchè così terminava l’analisi del voto dopo ogni santa sconfitta. Oltre la sua evidente e finta cordialità, Latronico ti saluta anche forzosamente ( cosa che quando indirizza a me, io puntualmente rigetto anche platealmente ), con il suo metodo patronale di fare politica da capo-bastone più che da politico, la sua buona retorica che nasconde tutta la sua mediocrità ed il vuoto delle sue idee che ruotano solo attorno a disegni squisitamente clientelari.

immagini del consiglio aperto del 20 novembre – fonte emmenews.com

Durante il consiglio aperto policorese del 20 novembre scorso, dal minuto 58 in poi parte la carovana dell’ipocrisia di Latronico: adesso si accorge dopo aver parlato per anni solo di carta idrocarburi e di royalties, che l’Arpab è sotto organico?! Si lamenta dell’inquinamento, lui, e della bassa chiarezza dei controlli e secondo lui è l’ENEA, ente in deficit di bilancio ma questo non lo dice subito, che dovrebbe caricarsi gli oneri delle indagini ambientali ?! Secondo lui, e qui leccata magistrale, dobbiamo anche ringraziare la SOGIN per averci informato dell’inquinamento ?! La Sogin era obbligata ad analizzare l’ambiente delle sue aree di pertinenza, per legge, e per Latronico il centro Enea è così straordinario, talmente bello che poteva ospitare anche il G7, dimenticando di dire che con la trielina nelle falde i relativi vapori avrebbero potuto intossicare gli illustri esponenti stranieri! Latronico si lamenta della lentezza delle caratterizzazioni, lui che in un decennio di parlamento non ha mai fatto nulla per velocizzare le caratterizzazioni e correggere i limiti del testo unico ambientale italiano !? Proprio Latronico si dà la risposta da solo poco dopo: in dieci anni il personale Enea si è dimezzato ed allora come possono fare buone indagini ambientali se anche loro sono un ente morente? Addirittura anche Sogin licenzia, e quindi come si fa a velocizzare il tutto? Alla fine la questione per Latronico sono i posti di lavoro ( 5 unità ) che Sogin vuole cancellare, magari quelli dei suoi amici elettori, ed il discorso finisce sempre lì, i soldi ed i voti. Ovviamente non sono mancati i lacchè e difatti qualche sindaco “ambientalista” locale ha espresso pubblicamente a Latronico i propri apprezzamenti. Latronico è ormai la maschera di sè stesso, e questo non può camuffarlo neanche con la sua vuota e contraddittoria retorica.