Era il 17 maggio 2016 quando la giunta Di Leo, Comune di Montemurro, si riuniva per deliberare quanto segue:”il detto articolo è stato diffuso in vari punti del territorio comunale: il contenuto dello stesso va ben al di là della critica all’operato della maggioranza e quindi, della critica politica, ma contiene delle affermazioni altamente lesive, in quanto di contenuto calunnioso e diffamatorio non solo delle persone dei componenti della maggioranza, quindi dei rappresentanti della collettività, ma altamente lesive della Comunità stessa. Si parla di infiltrazioni malavitose nel Comune di Montemurro, tali da ipotizzare uno scioglimento del Consiglio Comunale ex art. 143 del TUEL, di esistenza di conflitti di interesse anche dei rappresentanti di questa Amministrazione, di una gestione non sana delle risorse pubbliche per quanto concerne un utilizzo improprio delle royalties petrolifere destinando le stesse alla spesa corrente ed in particolare per pagare il personale comunale. ” Quindi da allora, tutte le nostre segnalazione, in parte confermate dalla magistratura, danno ancora più fastidio e sono viste come “reati”.

Ed un anno dopo, il 16 maggio 2017, la giunta Di Leo mantiene la parola e ci querela dopo aver riflettuto a lungo ( forse troppo anche dal punto di vista legale ) però non riportando più in citazione nel deliberato l’articolo del 29 aprile 2016, ma un articolo del 15 aprile c.a. rei di averlo definito “maschera” di qualche politico regionale del PD. L’attuale Sindaco Di Leo considera “maschera” un’offesa a tal punto da deliberare:”… sono apparsi sul blog “Punto e Basta” degli articoli a firma del Sig. Santoriello che vanno ben oltre la critica all’operato del Sindaco e di quest’Amministrazione nella vicenda che lo scorso anno ha interessato il centro oli Val d’Agri, ma che rivestono un contenuto denigratorio ed offensivo (il Santoriello definisce il Sindaco un comico/maschera di qualche esponente del PD facendo intendere collusioni con i vertici del partito). “

Quindi per Di Leo, definirlo uomo di Lacorazza è un’offesa, e noi ne prendiamo atto. Come speriamo prima o poi che anche la magistratura prenda atto del grave clima ormai perdurante in Basilicata, ove un sindaco come Di Leo, tecnologo del CNR di Tito, ha ignorato sostanzialmente tutti i nostri avvertimenti di questi anni, ignorato i documenti, le analisi e le proposte depositate, sindaco che in commissione parlamentare ha omesso di riferire decine di fatti ed anomalie, che ha ignorato la richiesta di analisi delle sorgenti comunali, che ignora la delibera interministeriale del 1977 in materia di re-iniezione petrolifera facendo scaricabarile sul Ministero dell’Ambiente, un sindaco che multa l’unico allevatore della zona reo di aver scavato lì dove non poteva e permettendo così di far conoscere all’Italia ed alla procura le polle di Contrada Larossa, un sindaco che teme il pubblico confronto e non convoca più nè consigli comunali aperti sulla vicenda petrolio, nè usa le royalties per i monitoraggi ambientali e sanitari, un sindaco che non dà giustificazioni sugli atti persi o smarriti dal suo protocollo, e tanto altro che saremo felici di riferire anche in tribunale.

Dopo questa querela siamo più convinti di prima: vi è un uso intimidatorio della giustizia anche e proprio da parte di chi la giustizia l’ha ignorata nella tutela del territorio e della salute pubblica. E ciò conferma quanto da noi scritto lo scorso anno: vi sono infilttrazioni esterne, criminose e criminogene che oramai inficiano la condotta dei Comuni, soprattutto quelli petrolizzati. Se non è questo atteggiamento mafioso, allora quale è?

E visto l’ardire del Sindaco di Montemurro, Senatro Di Leo, allora noi pubblichiamo un elenco ricevuto poco tempo fa da una fonte locale, che ci elenca gli incarichi ed i “legami” dei membri dell’amministrazione Di Leo, elenco che chiediamo ai nominati di rettificare o confutare scrivendoci alla mail: [email protected]

NOME NATO Grado di Parentela CARICHE RICOPERTE DITTA IN CUI LAVORA
Di Leo Senatro 21/8/76

SINDACO PD

Rapporto di lavoro tempo determinato CNR TITO

 

Parisi Giuseppe 8/3/86 cugino del Sindaco Ragioniere presso Gal Akiris –  socio il Comune di Montemurro

 

Schettini Tonino 27/1/1980 Consigliere PD Dipendente Iula – lavori petrolifere incluso pozzo Costa molina2

 

Schettini Roberto 31/3/1972 Fratello del Consigliere Schettino Tonino P.D.  Sieco Service – lavori petroliferi con il gruppo IULA

 

Malta Clemente 17/4/1971 Capo Gruppo Consiliare e Segretario PD COSViM  gestione  e vendita gas Montemurro

 

Liuzzi Domenicantonio 7/9/1994 Genero del Consigliere Russo Carmine PD Agenzia Interinale

Conta Manpower-Bonatti

 

Lobosco Nadia 28/7/1988 Vice Sindaca PD Parenti lavorano nel settore petrolifero/indotto
Chiavone Lorenzo Fidanzato della Vice Sindaca Carpenteria  Dandrea – indotto petrolifero
Lobosco Donato 14/11/1958 Zio del Vice Sindaco Lobosco Nadia  P.D. Sabre Safety- indotto petrolifero

 

Lobosco Vincenzo 1/8/1984 Cugino della Vice Sindaco Lo bosco Nadia  : dipendente IULA – petrolio ed ambiente

 

Uva Donatella 28/8/1976 Cognata  dello Zio della Vice Sindaca Gestione Biblioteca Comunale tramite la Cooperativa Sociale Rocciafiorita

Importo anuo € 12.000

Socia della Cooperativa

Macchia Michele 27/7/74 Consigliere Comunale PD riservato
Pricoli Renato 8/1/1957 Suocero del Consigliere Macchia Michele  P:D:: riservato
Morano Antonietta 17/4/1959 Suocera del Consigliere Macchia Michele Affidamento lavori di gestione mensa scolastica Coop. CoGE MEN

 

Santalucia Michele 10/9/1969 Genero del Vigile Urbano

Tesorino  Vincenzo

riservato
Latorraca Eleonora 21/2/1977 Consigliera Comunale PD
Spianato Pietro 13/31983 Cugino della Consigliere Latorraca Eleonora P.D.  

Dipendente IULA

Latorraca Eleonora 10/11/1962 Cugina della Consigliera Latorraca Eleonora Gestione Mensa Scolastica

 

Calabrese Anna 10/5/1965 Ufficio Ragioneria riservato

 

La scritta “riservato” l’abbiamo usata per precise ragioni di cui non possiamo parlare al momento, ma se a questo quadro aggiungiamo che l’ex – sindaco di Montemurro, Di Sanzo, è zio di Lacorazza, o magari che la figlia di un locale maresciallo dei carabinieri lavora in un istituto di vigilanza privata attenzionato dalla DDA di Potenza sul sistema delle assunzioni nell’indotto petrolifero, allora basta tutto ciò per chiudere parzialmente il quadretto di paese?  Quanti anni dobbiamo andare avanti con una finta democrazia fatta da clan familiari che si spartiscono ricchezze e diritti? La scusa del “paese piccolo” e del “tutti ci conosciamo o siamo imparentati” è un alibi per portare avanti gli affari? Chi vuole darci una mano a fare “l’elenco degli affari paese per paese”? Viggiano, Calvello, Corleto, quanto c’è ancora da scavare nelle parentopoli e nei conflitti d’interesse locali? Aiutateci, si chiama “inchiesta partecipata” e come tutte le inchieste vuole avere prove oggettive a supporto. Aspettiamo le vostre segnalazioni.

3 Commenti

  1. ci viene riferito da un parente che il consigliere Lobosco Donato lavorava per la Sabre fino ad un anno fa

  2. correzione: la sig.ra morano antonietta è socia della cooperativa Cogemen, lavora alla mensa ma come dipendete di azienda altra che gestisce ad oggi la mensa

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