A questo link di Wikileaks “https://wikileaks.org/plusd/cables/08NAPLES79_a.html” si parla di Basilicata, del suo petrolio e della n’drangheta interessata e coinvolta nel settore energetico meridionale. E’ un testo sintetico nonostante la varietà degli argomenti.

Il cablogramma destinato ad autorità americane si incentra sulla bilancia energetica italiana e la Basilicata fa la parte del leone. Le riserve petrolifere lucane vengono conteggiate in “circa 420 milioni di barili ma potrebbero essere di più” senza conteggiare Tempa Rossa.

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Julian Assange

Al terzo paragrafo il cablogramma riporta che:”...l’estrazione del petrolio in Basilicata è stata possibile negli ultimi anni grazie alle nuove tecnologie di perforazione orizzontali che permette ai pozzi di evitare gli strati di roccia più dura ” ( Although oil was discovered in the region 70 years ago, it became accessible only in recent years, thanks to new horizontal drilling technologies that allow curved wells that bypass difficult patches of hard rock – cit. ).

Il cablogramma riporta le attese di ricadute sociali ed economiche per la “Regione tra le più povere d’Italia, con ricadute ambientali minime” secondo loro. Oltre al petrolio la “povera Basilicata” produce anche elettricità dall’idroelettrico (200 million kWh in 2007), dal vento (260 million kWh in 2007) e da processi termici (1 billion kWh in 2007). Una parte del cablogramma accenna anche alle eventuali infiltrazioni mafiose nel settore energetico.

Il cablogramma termina con l’interesse espresso dalle autorità americane di stanza in Italia a continuare a supportare gli interessi americani che potrebbero ricadere all’interno delle questioni energetiche del sud Italia.

Quindi i vari articoli già pubblicati in passato, sulle attività della Schlumberger a Tempa Rossa, o le inchieste di Andrea Spartaco e gli articoli della D’Orsogna convergono con il contenuto di questo cablogramma ma né i parlamentari né le istituzioni a tutti i livelli sembrano porsi il problema della perforazioni petrolifere orizzontali: non un’interrogazione, non un accesso agli atti, non un provvedimento di trasparenza o una pubblica e massiccia protesta: le compagnie petrolifere hanno fatto ciò che hanno voluto e nella direzione che desideravano, e di questo nelle autorizzazioni ambientali non compare traccia quindi figuriamoci degli eventuali impatti.

Mentre la Regione Basilicata ancora lavora per adottare un piano regionale dell’acqua, da tanti anni solo il controllato sa cosa ha fatto, ma a questo punto il controllato vero chi è?