L’Ispra non ha alcuna credibilità: guidata da un condannato in cassazione stringe rapporti stretti con i controllati.

30 dicembre 2014, mentre negli uffici dell’Ispra di via Vitaliano Brancati 48 a Roma, vi è forse la metà del personale in servizio, il Dott. Stefano Laporta sente l’impellente esigenza di scrivere alla Syndial, gruppo ENI, con oggetto:

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Cosa chiede Ispra a Syndial – ENI?

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Praticamente il controllore collabora nei monitoraggi col controllato e quale momento migliore per dialogare se non le vacanze natalizie? Il problema è capire chi sia il peggiore tra i due. Ispra è guidata dall’unico condannato in Cassazione per il processo del terremoto in Abruzzo, Bernardo De Bernardinis, vecchia conoscenza della Basilicata e dell’Unibas, sul quale ancora poco si è scritto, costui guida l’Ispra, un ente il cui sito internet non pubblica nulla sugli impatti petroliferi noti in Basilicata, e le cui relazioni corte con ENI, sono già state denunciate da Greenpeace nel rapporto sulle “Trivelle-fuorilegge“. L’Ispra è lo stesso ente che per mesi si è rifiutato di rispondere circa l’autenticità di questo documento che vi alleghiamo ( mancata risposta proprio dal responsabile della trasparenza dell’ente); l’Ispra è lo stesso ente che dopo anni si è ricordata di dire che i dati piezometrici, ossia di falda, sul SIN della Val Basento erano inattendibili; Ispra all’ultimo tavolo della trasparenza sul nucleare è uscita con le ossa rotte dal dibattito con le associazioni, proprio per non aver pubblicato i dati sull’ITREC, i verbali di ispezione all’impianto e per non avere anch’essa chiari standard di qualità nei suoi laboratori ( quasi impossibile trovare on-line dei rapporti di prova dell’Ispra ); Ispra è la responsabile per l’Italia dell’applicazione della convenzione di Aarhus ma l’ultimo rapporto chiaramente datato è fermo al 2007 ed anche gli aggiornamenti successivi sembrano dei riempitivi che non rispecchiano la reale problematica del mancato diritto all’informazione ambientale; e poi le manomissioni ai monitoraggi ambientali, noti solo grazie alle intercettazioni telefoniche della magistratura, come nel caso delle cozze di piattaforma sostituite da personale ENI senza preavvisare l’Ispra stessa.

Chi è invece Syndial? Il ramo ENI che si occupa di risanamento ambientale, di cui si è ampiamente occupato in Basilicata  Andrea Spartaco, che ne ha anche video – documentato alcune vicende a ridosso dell’area diaframmata di Ferrandina Scalo. Syndial è la stessa azienda finita sui giornali per i rifiuti radioattivi in Sardegna, oppure per le anomalie geomagnetiche sempre in Basilicata…e forse questo curriculum a rendere Syndial un interlocutore di Ispra?

Numerose sono state le mail e le telefonate mandate nell’arco di 6 mesi all’Ispra, ai guardiani della Convenzione di Aarhus in Italia, all’ente che secondo la nuova riforma Renzi dovrebbe coordinare tutte le arpa d’Italia, all’ente guidata dal condannato in cassazione Bernardo De Bernardinis ma il modus operandi anche a Roma pare identico a quello di Potenza.

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