Matera Capitale della cultura? Per chi ci arriverà al 2019

di Giorgio Santoriello

L’Arpab ha pubblicato i dati frutto del protocollo d’intesa con l’Arpa Puglia per il rilevamento di: diossine, furani ed idrocarburi policiclici aromatici su alcuni siti lucani, inclusa l’Italcementi di Matera.

La prima campagna di monitoraggio è durata dal 9 settembre 2013 al 23 ottobre 2013, la seconda dal 26 febbraio 2014 al 13 marzo 2014, quindi ad oggi un dato assolutamente parziale e poco tranquillizzante, per nulla esaustivo: due mesi e mezzo di campionamenti per un’area interessata da attività industriale da oltre tre decenni. L’Arpab di Metaponto – ex Agrobios – ha campionato i metalli, il resto è stato compito dell’Arpa Puglia. A pag. 3 del rapporto viene rappresentata una sommaria linea potenziale di dispersione degli inquinanti partendo dal camino dell’Italcementi: l’ospedale di Matera è in linea d’aria a circa 5 km.

Continua la tradizione lucana del fermo-impianti durante i controlli. Nel periodo della seconda campagna dal 26 febbraio al 13 marzo 2014 l’impianto si è fermato per 5 giorni (strana coincidenza identica a quando l’Arpa Puglia si recò nel luglio 2012 presso il termovalorizzatore Fenice di San Nicola di Melfi e nell’unica giornata di campionamenti continui il forno rotante venne spento e sottoalimentato per oltre un’ora ).

Diossine, tallio e berillio oltre i limiti di legge. Durante la seconda campagna in due punti di campionamento – “stazione 2 angolo nastri” e “stazione 4 esterno perimetro industriale” – seppur su base giornaliera, i valori di diossine totali rilevati si spostano tra i 7,08 ed i 12,01 pg/TEm2, superando quindi quelli che sono i valori guida annui in vigore in Germania, Francia e Belgio per le deposizioni atmosferiche totali. La sommatoria dei pcb, unico parametro normato in Italia, supera i limiti per i suoli ad uso verde pubblico per i campioni prelevati all’altezza degli “scarichi – fossa impianto”, dove alti sono i valori per gli heptaclorobifenili e gli hexaclorobifenili. I campioni in questione erano di suoli – top soil – posti anche a diversi centimetri di profondità, per delineare eventuali fenomeni di accumulo, che effettivamente sono stati riscontrati. Il tallio, minerale altamente tossico per la salute e sospetto cancerogeno, supera i limiti di legge per i suoli ad uso verde pubblico in due campioni presso la cava di calcare in località Trasanello, arrivando a 1,47 ed 1,53 mg/kg. Il tallio è facilmente assorbibile dall’organismo umano perché si sostituisce facilmente ai cationi di sodio e potassio naturalmente presenti e secondo l’Epa:” fonti antropiche di inquinamento da tallio includono le emissioni gassose dei cementifici, delle centrali a carbone e delle fogne per metalli (condotti sotterranei per drenare acqua o materiale di scarto).” Sfora i limiti anche il Berillio in tre punti di campionamento arrivando a 5,94 mg/kg mentre il limite di legge per il verde pubblico è di 2. Il berillio è cancerogeno, soprattutto per i polmoni, e da esso prende il nome una particolare patologia polmonare, la berilliosi.

La lezione dell’Italcementi, buona per il Crob, l’Arpab e Pittella. Il dottor Rocco Galasso (responsabile del Registro tumori del Crob di Rionero) alla luce di questi dati dovrebbe ammettere pubblicamente che il suo registro regionale serve a poco se non a distogliere l’opinione pubblica dai reali rapporti causa – effetto nonché chiedere alla politica di avviare indagini epidemiologiche sito-specifiche per la zona. Il direttore dell’Arpa Basilicata, Schiassi, dal canto suo non può darci solo un rapporto su due mesi e mezzo di analisi ambientali parziali a fronte di decenni di attività industriale giornaliera e Pittella deve iniziare a tutelare davvero la salute pubblica, altrimenti Matera2019 sarà per qualcuno solo un marchio letto sui pacchi dei biscotti di una nota azienda locale. Spunto, quest’ultimo, per ricordare al governatore lucano, Pittella, di studiare il bio-accumulo in Val Basento, Val d’Agri, Tito Scalo, Valle del Sauro e a ridosso di discariche e cementifici come quelli di Matera e Barile. Guarda caso uno dei punti di campionamento a ridosso dell’Italcementi prende proprio il nome da un agriturismo lì in attività.

Mer, 04/03/2015