Scambiano i deposimetri con i controlli alimentari, il tutto per disinformare sulle nostre analisi a Bucaletto?

Dà fastidio al sistema che qualcuno scoperchi le pentole. Dopo aver trovato diossine e furani oltre soglia in due alimenti provenienti da Bucaletto – Potenza, il sistema si è mosso per insabbiare il problema o almeno ridimensionarlo.

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Ieri viene trasmesso dal Tg 3 Basilicata delle 14 uno strano servizio, confezionato esclusivamente su un articolo della Gazzetta del Mezzogiorno uscito ieri mattina a firma Antonella Inciso.

Il titolo innanzitutto è falso perchè l’Arpa Campania non ha analizzato gli alimenti ma le deposizioni atmosferiche, degli ultimi mesi tra l’altro, prima era l’Arpa Puglia a farlo. Quindi nessuna smentita ma analisi diverse su matrici diverse dalle nostre e con significati nettamente diversi infatti i deposimetri, previsti dall’aia della Sider, sono una sentinella delle deposizione atmosferiche dell’ultimo mese, gli alimenti sono una spia dell’accumulo nel tempo degli inquinanti, quindi quale nesso vede la Gazetta? E poi perchè parlano di noi e del nostro lavoro senza poi mai interpellarci? Così eviterebbero almeno bugie ed inesattezze gravi. Addirittura parlano di un nostro incontro con l’Assessore Pietrantuono la prossima settimana: noi non abbiamo ricevuto ancora alcun appuntamento!

L’altra bugia è che l’Arpa Campania ha svolto analisi sugli alimenti: dove? Lo chiediamo direttamente ad Antonella Inciso perchè questo dato o è top secret per noi oppure se lo è inventato di sana pianta la giornalista, infatti i controlli alimentari non rientrano nell’AIA, notizia quest’ultima pubblicata proprio dalla Gazzetta che dimentica i suoi stessi articoli! Possibile che nella redazione di un giornale nessuno controlli la veridicità di ciò che viene scritto, tra l’altro facilmente verificabile sul sito Arpab? Tra l’altro questa notizia stranamente esce dopo pochi giorni dal comunicato stampa lanciato dal consigliere comunale Savino Giannizzari che si è pronunciato sulla vicenda diossine a Bucaletto con annessa interrogazione.

Per informare bisogna studiare e per deontologia professionale interpellare le parti coinvolte, ed in questo caso stranamente la filiera della disinformazione a tutte queste gravi bugie ha addirittura dato subito eco anche televisiva.

Firmato – Giorgio Santoriello, associazione Cova Contro