Trascriviamo parte di una conversazione avuta nel 2016 con un magistrato operante in Basilicata

Non voglio dare ulteriori riferimenti in merito alla vicenda, perchè non voglio dare a nessuno l’alibi per dire un domani:”le associazioni ci hanno ostacolato nelle indagini scrivendo troppo” perchè tutto sommato la penso come Nicola Gratteri e da un lato è giusto riconoscere autonomia alla magistratura e darle il tempo di agire, ma a volte passano decenni senza risultati e la magistratura dovrebbe forse anche rendicontare il proprio operato ad organi non politici come il CSM, ma ad organi popolari, perchè la giustizia non solo è amministrata in nome del popolo ma da quest’ultimo è finanziata, e soprattutto il popolo ci lascia le penne se la magistratura non lavora bene. Ci sono magistrati che non lavorano bene perchè corrotti, altri perchè moderati, troppo moderati e soprattutto prudenti, troppo prudenti e poi ci sono quelli amici della politica che pensano alla propria carriera o agli affari dei parenti.

Non so e non voglio pensare a quale categoria appartenga il magistrato con cui ho recentemente parlato, ma devo giudicare i fatti e purtroppo ad oggi i fatti sono per me deludenti (basti vedere la quantità di reati che segnaliamo attraverso questo umile blog raffrontandolo agli arresti o alle sentenze in seguito raggiunte dalla magistratura nel campo del contrasto alle eco-mafie).

Nel dialogo seguente (m) è il magistrato, (s) sono io.

m – buongiorno

s – permesso, buongiorno

m – così l’hanno fatta entrare … questa tenuta non è proprio da tribunale … mi meraviglio

s – mi dica cosa dovrei cambiare nel mio abbigliamento (ero visto come il pm a differenza del fatto che io avevo i jeans corti e lui un pantalone classico – ndr)

m – va bene mi dica pure, si accomodi

s – dottore perchè non collaboriamo di più e meglio, istituzioni e cittadini, per scambiarci, pareri, dati, punti di vista e perchè no azioni sul campo, organizzando un tavolo permanente sulle eco-mafie. Serve collaborare anche perchè noi non ci spieghiamo come sia possibile che per esempio uno scarico abusivo dal quale uscivano reflui industriali riversati in aperta campagna sia ancora lì, potenzialmente funzionante e senza alcun nastro di sequestro delle autorità. E’ normale che i cittadini si autotassino e rischino la propria salute per fare ciò che dovrebbero fare le istituzioni? Se servono anni per bloccare e sequestrare e punire gli autori di uno scarico abusivo per indagini più complesse quanto tempo serve?

m – … non so esattamente di cosa sta parlando ( lo scarico in questione è stato denunciato nel gennaio 2015 – ndr ) bisogna vedere se lo scarico era autorizzato, non so nel dettaglio di questo scarico, non conosco i fatti specifici, strano che nulla si sia mosso in merito a questo scarico. Noi abbiamo difficoltà a fare queste indagini perchè non abbiamo referenti dal punto di vista tecnico. Ci siamo esposti molto … stavo scherzando, ho fatto la battuta sull’abbigliamento …

– non si preoccupi, il mio vestiario è dettato dal fatto che dopo andrò in giro a fare campionamenti quindi per praticità …

m – bisogna impattare sul concreto, non gridare al lupo, al lupo, quando ci sono i fatti concreti andiamo fino in fondo ed i fatti lo dimostrano. Quello che posso dirle, il suo è meritorio sicuramente, servono sentinelle sul territorio. Focalizziamo l’attenzione su qualcosa di grosso. Sono arrivati suoi esposti ma spesso non c’è materia. Abbiamo bisogno di sentinelle, se posso dare un consiglio: non denunciamo troppe cose. Se mi arrivano denunce con un minimo di fondamento … per lo scarico per esempio si devono attivare: Comune, Noe, Corpo Forestale (il CFS è andato nelle aree di Tempa Rossa da noi segnalate, li abbiamo fotografati, ma nulla è stato fatto – ndr)

s– ma loro (le forze dell’ordine – ndr) dicono di non avere risorse …

m – questo è un altro discorso. In molte indagini non ci avventuriamo a farle perchè le consulenze e purtroppo non esistono strutture pubbliche affidabili e non dico altro, non può essere referente chi lavora per un ente. C’è il problema della bonifica, le trasudazioni di materiale petrolifero … possiamo farci carico noi di un problema … finchè … penso siano secolari

s– ho provato a contattare in tal senso il pm Colangelo che si è occupato degli sversamenti illeciti di fanghi petroliferi in valle del Sauro però dopo non si è arrivati a nulla di concreto, anche perchè il pm è stato trasferito

m – ma mica l’hanno trasferito per questo …

s– e delle segnalazioni sul pozzo costa molina 2?

m – qual è?

s – quello vicino le acque anomale di contrada la Rossa ?

m – non le conosco …

– l’unico pozzo che avete sequestrato durante l’ultima operazione …

m – ah si. Ma nessuno di questi organismi che dovevano fare indagini preventive le ha fatte? omissis … ma adesso devo andare, scusatemi

s – però dottore una domanda, da cittadino, tutte le pec che le ho mandato …

mnon me ne mandi più …

s – però scusi se vengo a sapere: 1) – che un marescialo dei cc piazza un parente ed altre persone negli istituti di vigilanza che lavorano nell’indotto petrolifero; 2) – che un magistrato è in conflitto d’interesse sulla vicenda Fenice; 3) –  se imprenditori con condanne gravi rientrano nelle aia rilasciate dalla Regione Basilicata, perchè questo è lo stesso copione che si è avuto in Campania, dove parastato e criminalità gestiscono il territorio sapendo che la forza pubblica non ha i mezzi per contrastarli. io da cittadino se non mando neanche le pec cosa devo fare?

mnon mi tempesti di pec

s – e se faccio l’esposto lungo e non ricevo risposta coma già successo?

m – denunciare cose provabili da documentazione, non dire il maresciallo ha fatto questo … si limiti a segnalare, denunci quello che vuole, quando ci inonda di denunce … che ci sia la corruzzione in giro è pacifico, che ci sia l’inquinamento è pacifico, che ci sia la smiscità è pacifico

s … è tutto un po’ troppo pacifico. Abbiamo consegnato 80 pagine di documentazione ambientale che attesta le contaminazioni della catena alimentare in Val d’agri dal 2006 al 2010, dati non ancora pubblicati dalla Regione Basilicata, dinanzi a questi problemi ed ai lunghi tempi della giustizia il cittadino non può rimanere pacifico

m – darò seguito a ciò che è documentato, c’ho gente che mi aspetta. la mia porta è sempre aperta è pacifico

s– l’omissione della legge del 1977 sulla re-iniezione era evidente da tempo e segnalata da oltre un anno eppure Eni può tornare a re-iniettare? Oppure l’archiviazione del pm Marotta sull’inquinamento del Pertusillo, com’è stata possibile se dopo sono venuti fuori i dati ufficiali sull’inquinamento, coevi all’inchiesta?

m – va bene buonagiornata

s– mi perdoni ma continuerò ad inondarla di segnalazioni e denunce

m – continui pure

Per me è stato un dialogo ai limiti della realtà. Non so se il magistrato recitasse o meno, ma quando diceva che la Procura non ha i soldi per le consulenze, non ha mezzi umani e finanziari per avviare sempre le indagini a me veniva la pelle d’oca. Quindi come archiviano in Basilicata? Come decidono su quali indagini investire soldi ed uomini e quali segnalazioni ignorare? Come vengono scelti i consulenti? Ed anche quando ci sono bastano per ricostruire il reale quadro della situazione? E poi ammesso che il giudice sia onesto e libero, come il consulente, come sono svolte le indagini? Da chi? Gratteri pochi giorni fa ha parlato della piaga della corruzione nelle Procure, tout court, dai pm alle forze di polizia, passando per i consulenti. Per questo la nostra associazione Cova Contro, ha mandato a numerosi organismi la richiesta di fare piena luce sul contesto lucano, vagliando la qualità di indagini, consulenze, conflitti d’interesse ed archiviazioni di tutto ciò che concerne la macchina della giustizia in Basilicata nel campo dei reati ambientali.

È normale che i cittadini oltre a fotografare i delinquenti all’opera debbano fare lo stesso con i membri delle forze dell’ordine? Giustizia e legge si separano sempre più in Basilicata, e per capirlo non servono consulenti.