Ricordate l’impegno di Michele Emiliano sancito dalla delibera dell’aprile 2017, volto a monitorare la qualità delle acque del Pertusillo? Tutto cancellato, non ufficialmente, infatti nella delibera seguente ( sotto allegata ) citante il Pertusillo in realtà si decide di svolgere le indagini ambientali solo sull’invaso del Locone e sulle acque di falda presso la discarica di Burgesi-Ugento, sul Pertusillo non si decide nulla.

Nonostante la strategicità dell’invaso lucano per il fabbisogno pugliese e leccese in particolar modo, visto che tolti gli invasi, in Puglia devono usare l’acqua sotterranea minacciata da discariche abusive, industrie, agricoltura intensiva e concimi/fanghi di depurazione di dubbia qualità, la Puglia ed il suo trasformistico presidente decidono di non decidere sul Pertusillo. Per magia la prima delibera sul Pertusillo scompare dall’albo pretorio della Regione Puglia, ma potete scaricarla da qui, e del Pertusillo rimane solo la citazione in quella successiva, sotto allegata, risalente ad agosto 2017.

Forse nessuno vuole toccare le responsabilità di Acquedotto Pugliese nella potabilizzazione dell’acqua del Pertusillo, forse neanche Emiliano vuole aprire un altro fronte ambientale con ENI visti i conflitti ambientali che ha in casa e che sta perdendo, dalla TAP all’ILVA passando per Tempa Rossa e la raffineria di Taranto. Una Puglia che gode di una ricchezza industriale insostenibile rimanda i problemi e si comporta come la Basilicata: un Mezzogiorno le cui classi dirigenti sono unite da un solo valore, l’omissione. Perchè Emiliano ha mentito sul Pertusillo? Quali pressioni sono arrivate per non procedere con i monitoraggi annunciati nella prima delibera? Perchè le opposizioni ad Emiliano hanno taciuto?