Tante volte il Sindaco Leone ha parlato di sicurezza: in mare, per le questioni ambientali, in merito all’aumento di fenomeni criminali nel Metapontino etc. e noi concordiamo con lui, però vogliamo declinare a modo nostro la parola sicurezza, facendo un collage di materiale che abbiamo raccolto o che ci è stato inviato in questi mesi, e che vede come filo-conduttore il concetto di sicurezza a Policoro sotto l’era “del Leone”.

Vicino il pozzo di gas Policoro 1, ci segnalano con una certa ciclicità un traffico persistente di mezzi pesanti che trasportano rifiuti liquidi pericolosi e sempre nella medesima zona l’abitazione della famiglia Maggio si inclina sempre di più e lo stato della struttura peggiora velocemente e a vista d’occhio; intanto è da oltre un anno che aspettiamo dal Comune provvedimenti per la contaminazione da noi segnalata in un pozzo artesiano della zona, ove il laboratorio aveva riscontrato in falda valori di manganese oltre 40 volte la soglia di legge. L’ufficio tecnico è a conoscenza del rischio e delle relative responsabilità di legge che derivano dalla situazione dell’abitazione Maggio e dell’annessa subsidenza?

Invece durante un evento in piazza Heraclea un uomo, privo di imbragatura e di qualsivoglia sistema di sicurezza camminava sul tetto della Chiesa Madre con gente ignara posta ad una dozzina di metri sotto di lui, il tutto sotto lo sguardo attento della Polizia Municipale

Invece nel mese di luglio, personalmente mi sono trovato dinanzi ad una situazione tragicomica: un camion dell’autoparco comunale che annaffiava le aiuole di via Puglia non con l’aiuto di sistemi automatici o di personale a terra, ma grazie al pollice verde dell’autista/giardiniere che violava contemporaneamente in più modi il codice stradale. Come vedrete dal video, l’autista attraversava incroci e semafori con il mezzo pesante in marcia, una mano sul volante e l’altra impegnata nel giardinaggio: da notare il capo dell’uomo completamente assorto dall’irrigazione, arriva ad ignorare la strada. E così per quasi tutta la lunghezza di via Puglia, scuole incluse.

E poi c’è il forte olezzo di asfalto, e non solo, che spesso ho sentito nei pressi del centro del commerciale e per errore mio, perchè sicuramente mi sbaglio e non voglio stabilire nessi di sorta, il mio sistema nervoso mi ha portato al lato opposto del centro commerciale, allo stabilimento Sinnica Beton, alla cui amministrazione tempo fa mandai anche una mail per restituire il gentil pensiero del proprietario dell’impianto che mezzo posta mandava una sorta di sondaggio elettorale nelle case dei policoresi. All’azienda ho chiesto lumi sulle sostanze in ingresso, sulle emissioni prodotte, le polveri e le falde, ma la risposta è stata il silenzio: del resto anche io sono rimasto ammutolito dopo aver letto la lettera del Sig. Fagnano. Ufficialmente e come previsto per legge, l’impianto della Sinnica Beton non ha attorno a sè alcun sistema pubblico di monitoraggio ambientale.

Quando il Presidente Pittella venne a Policoro in contrada Madonelle avrebbe potuto, per rispetto e zelo, vedere quali sono gli effetti dell’estrazione del gas e i danni causati all’abitazione del Sig. Maggio per esempio, ma per fortuna siamo bandiera blu probabilmente anche per gli standard di sicurezza rivolti a cittadini e territorio, oltre che per la capacità che abbiamo di alterare e sdoppiare la realtà, i cui problemi non si risolveranno solo con bandiere o richieste di preghiera a Papa Francesco, ma per esempio iniziando seriamente a capire cosa sia successo a ridosso dei pozzi di gas.