Poco dopo gli arresti per Trivellopoli arrivava una notizia a ciel sereno: l’AIRTUM, l’associazione italiana registri tumori, accreditava, nonostante le ataviche lacune, alcune annualità del registro tumori lucano del CROB.

Anche noi in passato abbiamo evidenziato queste lacune con tanti articoli, evocando anche l’accreditamento ma senza osannarlo come una panacea, infatti la richiesta di accreditamento era una richiesta di responsabilità e terzietà fino a quando non siamo incappati in alcuni vuoti dell’AIRTUM stessa, ossia dell’accreditatore.

Ad accreditare i registri non è nè un ente, nè un istituto, nè un presidio scientifico o istituzionale, è una normale associazione onlus alla quale possono iscriversi solo “gli addetti ai lavori o chi possa documentare un interesse professionale e scientifico”.

Nel 2016 abbiamo chiesto ad AIRTUM: il bilancio, il codice etico e come sia stato possibile accreditare il CROB di Rionero e quindi chiedere copia della documentazione d’accreditamento. Nella prima risposta ci viene scritto che l’AIRTUM ha un saldo di 200mila euro, di diversa provenienza, e che ovviamente non vi ” è obbligo di pubblicazione” del bilancio; che all’ottobre 2016 l’AIRTUM non aveva un codice etico ( sul sito ci sono solo due statuti, quello vecchio e l’ultimo) e che agli atti possono accedere solo i soci. A ciò aggiungiamo che indagando abbiamo scoperto anche che la sede legale dell’Airtum è presso la Inferenze scarl, società privata di editoria che pubblica la rivista E&P – Epidemiologia e Prevenzione, ( eppure di prevenzione, soprattutto primaria, nel sito Airtum come nelle loro pubblicazioni non se ne parla mai, soprattutto in correlazione ai problemi ambientali ). Non compaiono mai le parole tossicologia o medicina ambientale, prevenzione primaria, REACH o la prevenzione ambientale. Tuttavia c’è spazio per l’unica rivista sponsorizzata sul sito Airtum con tanto di link per gli abbonamenti.

Cosa ancora più fastidiosa è la mancata trasparenza dei verbali e di tutto il carteggio relativo all’accreditamento del Crob, di tutta la documentazione inviata dalla struttura richiedente, il Crob, che deve aver inviato ad Airtum tutta la documentazione a sostegno della richiesta di accreditamento ( chissà quale sarà la corrispondenza tra questo carteggio ed i verbali ministeriali di conferma del titolo di IRCCS ), come non è visionabile il giudizio Airtum dal quale deriva l’accreditamento non del CROB ma delle annualità 2006-2011.

La Basilicata nonostante tutto, anzi in aggiunta al tutto, non ha ancora registri specialistici, come quelli per le malattie-tumori pediatrici o registri specifici per le patologie sentinella, ossia connesse a fattori ambientali/esposizione lavorativa, o specifici per alcune tipologie tumorali ( leucemie e malattie del sangue, malformazioni, endometriosi etc…), anzi la Basilicata non compare neanche nel portale ITACAN di Airtum – una sorta di banca dati nazionale sui tumori. Chi controlla i dati di ITACAN ? AIRTUM stessa, citando come indice di credibilità del suo controllo la veridicità dei dati inviati dalle strutture locali e la pubblicazione su due riviste scientifiche dei suoi dati, oltre a rimandare il visitatore ad un altro sito web, insomma un sistema di “scatole-web cinesi”, scarno di dati e di difficile lettura, ed onestamente l’Airtum non compare in ben altri circuiti scientifici di livello internazionale ( anche perchè i cv dei componenti del direttivo non sono pubblicati quindi neanche le loro pubblicazioni sono visibili ) ed il corredo di riviste citate è assai ristretto. Strano che dei tecnici come quelli di Airtum  tengano la pagina di ITACAN ferma al giugno 2014 nonostante l’attenzione alla comunicazione (slides sotto) ed un dignitoso bilancio di 200mila euro.

Altra scatola cinese annessa al sito Airtum è il presunto portale europeo – EUROCARE – la cui utilità è facilmente ravvisabile dalla grezza grafica del sito, all’interno del quale i pochi dati disponibili alludono principalmente ai tassi di provenienza, e sono di dubbia origine e completezza. Più si scava nel mondo Airtum, più i dubbi aumentano.

Rimane l’incertezza del dato epidemiologico lucano, rimane il non-collegamento alle criticità ambientali, ed in aggiunta ad accreditare i registri tumore sono i “colleghi” delle aziende sanitarie delle altre regioni, accreditatori non per concorso o per numero di pubblicazioni scientifiche, ma perchè cooptati in una ONLUS, i cui bilanci e molto altro, non sono noti.

A cosa servirebbe la nuova legge nazionale sui registri tumore se questa tematica rimane di fatto in balia di politica, consorterie e mancati obblighi di trasparenza? Al netto di tutte le vecchie lacune sulle quali la recente legge non dà garanzie, alla fine l’AIRTUM a cosa serve davvero, anzi a chi? Una cosa sembra funzionare in Airtum: l’organizzazione degli eventi, con tanto di alberghi segnalati.

Noi a questo punto inviteremo l’AIRTUM ed il Crob ad un pubblico confronto, al quale il CROB con alcune associazioni locali ad esso satelliti, pochi mesi fa si sono sottratti. Perchè mentre la politica nazionale metta la museruola all’epidemiologia, in Basilicata il Sistema ha creato un’associazione ad hoc di malati oncologici per distogliere l’attenzione dagli impatti sanitari dell’inquinamento, distogliendo lo sguardo dalla luna al dito, ma a breve parleremo anche di questa triste favola.

L’importante audizione del Dott. Galasso, responsabile del registro lucano, che mai risponde ai nostri inviti/mail