Devo togliermi tre sassolini dalla scarpa, con una riflessione pubblica. Il 20 novembre 2017 la Gazzetta del Mezzogiorno scriveva sul suicidio Conti: “Inchiesta sul suicidio del generale della Total”, gioco di parole di cattivissimo gusto, a cadavere ancora caldo, usare questi giochi di parole ha fatto ribrezzo anche a me, che non ero nè amico di Conti nè tanto meno stimatore di Total, ma avendo con lui scambiato diversi messaggi un paio di settimane prima del tragico accadimento, questo titolo mi fece pensare, perchè lui la divisa l’aveva lasciata sei mesi prima e sicuramente la sua memoria non meritava un indegno gioco di parole.

Gazzetta del 20 novembre 2017

Ma la Gazzetta del Mezzogiorno è consolidata su queste uscite: dal nostro presunto “accordo” con Acquedotto Pugliese, fino alle presunte confutate analisi da noi svolte sulla diossina a Potenza, per finire pochi mesi dopo con la presunta umiliazione delle nostre analisi ad opera dell’Ordine dei Chimici potentino ( l’articolo nella prima foto sotto allegata ): tutto falso, tutto artefatto e solo in parte rettificato. Infatti mentre nei primi due casi gli strafalcioni vennero rettificati, nel terzo, quello su Pisticci Scalo, ove trovammo idrocarburi nel formaggio locale, Piero Miolla ( che in seguito è stato protagonista anche di altre ricostruzioni false sul nostro operato – ndr ) mi confidò che il titolo era stato deciso a Bari. Praticamente un giornalismo eterodiretto e miope verso tutte le accuse documentate che abbiamo pubblicato, per esempio, in merito agli errori dei presunti chimici lucani accreditati Accredia e stimati dalle istituzioni locali. Sui nostri dati spazio essenziale, sugli afflati di regime sempre titoloni a largo spazio, ma il bello è che Miolla dimentica di evidenziare che quel parere dell’ordine dei chimici lucano non è mai stato pubblicato sul sito comunale di Pisticci ed a noi di Cova Contro mai inviato neanche dietro formale richiesta scritta! Allora lui ha potuto vederlo in esclusiva o ha scritto per sentito dire basandosi solo sulle dichiarazioni e gli schemini della Verri?

l’articolo di Pino Perciante uscito dopo le nostre analisi sul latte di Viggiano del maggio 2018, ad oggi privo di documentazione ufficiale a sostegno del titolo e dell’articolo, esattamente come nel caso Miolla del 2017

Abbiamo noi denunciato gli errori dei laboratori locali accreditati Accredia, i conflitti d’interesse nell’ordine ove siede da lustri personale Arpab e che quindi nulla ha da insegnare agli altri, eppure il pubblico confronto con l’ordine ed il comune di Pisticci ci è stato negato, perchè? Se sono così sicuri della loro smentita fantasma perchè temono il pubblico confronto con noi? Perchè la Verri minacciò querela su queste analisi e pur forte del parere dell’Ordine dei Chimici non ha proceduto legalmente? Perchè Piero Miolla e Pino Perciante hanno scritto articoli senza analisi e pareri in mano? Perchè  il problema si è ripetuto alcuni mesi fa con Pino Perciante, sempre della Gazzetta, subito dopo la nostra collaborazione con Nemo ed il ritrovamento di idrocarburi anche nel latte valligiano? Anche Pino Perciante ha scritto un articolo che “sgonfiava” il nostro lavoro ( articolo sopra allegato ) adducendo dati mai pubblicati nè al momento del lancio dell’articolo, nè nei mesi successivi allo stesso infatti ad oggi non sono ancora pubblici i dati citati da Perciante e prodotti a suo dire dagli istituti zooprofilattici! Senza dati e pareri questi due giornalisti hanno tecnicamente screditato il nostro lavoro, perchè? E’ stata una loro iniziativa o qualcuno dall’alto li ha ispirati? Perchè non hanno verificato le fonti ed i documenti da loro citati? Perchè non ci hanno chiesto una controreplica visto che gli articoli interessano noi? Perchè in tutti questi mesi, anni, i due giornalisti non hanno approfondito i loro titoloni ( ammesso che non siano stati decisi a Bari come in altri casi – ndr ) e non hanno continuato il loro lavoro inaugurato con due articoli in realtà definibili ” pettegolezzi ” perchè privi di documenti ufficiali ed originali,  e privi di raffronto, verifica delle fonti e contraddittorio? Viva la deontologia, viva l’etica, viva la stampa finanziata con soldi pubblici ma a servizio di pochi. Noi siamo sempre pronti, analisi e foto alla mano, a sostenere le nostre tesi, gli altri invece hanno solo “ipo…tesi”, per questo leggete pure tutto cari lettori ma fidatevi di pochi.