In Alto Adige rispetto ad altre zone d’Italia la riqualificazione edile ed il riuso dei suoli è un’esigenza oltre che una scelta, vista la conformazione del territorio, ed alcune volte durante i lavori tornano alla luce rifiuti di attività pregresse, vecchie anche di tanti decenni, quando non esisteva una legislazione ambientale ed era lecito interrare di tutto, incluse le scorie industriali.

il cantiere di bonifica dell’ex Speedline con la fossa di scavo isolata – settembre 2018

Tuttavia su questo aspetto manca trasparenza in Provincia di Bolzano, ove manca un moderno anagrafe dei siti contaminati, con coordinate e dettagli del tipo di inquinamento di tutti i siti sino ad oggi indagati, caratterizzati e bonificati, e manca quindi un prospetto aggiornato delle caratterizzazioni, ossia le analisi, anche dei rifiuti stessi. Scarsa trasparenza c’è anche nella mancata pubblicazione dei verbali delle conferenze di servizi che per legge si attivano in caso di riscontrato inquinamento. Interrogato l’ufficio preposto ci ha detto che l’anagrafe, previsto dalle leggi ambientali del 2006, è in dirittura d’arrivo, ed intanto è possibile chiedere agli uffici competenti i dati suddetti qualora non inclusi nell’elenco sommario dei siti contaminati ( tre tabelle di word prive di molti dati ). Tanta disponibilità sì, però una scomoda macchinosità che sa di schedatura del richiedente, mentre i dati dovrebbero essere fruibili per tutti sul web, in maniera anonima e completa.