Nel documento ASM allegato, risalente all’aprile 2018, emerge triste conferma di quanto denunciamo da anni, e nonostante l’ASM abbia solo installato i cartelli stradali, in realtà nel centro di decontaminazione nucleare dell’ospedale di Policoro manca personale addestrato. Ad oggi l’ASM si è rifiutata di inviarci gli atti richiesti, dagli schemi degli scarichi alla relazione di radioprotezione per i locali, dei farmaci previsti non sappiamo nulla, e quando andammo in visita alla struttura ci venne negata la visione della scadenza dei medicinali stessi e la visione del relativo foglietto informativo, come sottodimensionati erano anche gli strumenti ed il vestiario per la tutela del personale sanitario. Trovammo solo un foglietto affisso ad un box doccia che ricordava al lettore come quei locali fossero stati usati fino a poco tempo prima come magazzino dell’AVIS, altra domanda sulla quale l’ASM non ci ha risposto chiaramente e nel merito.

Intanto nell’ultimo rapporto regionale sulla radioattività di Arpab, che stranamente passa inosservato a molti ambientalisti occasionali locali, e ripreso solo dalla Gazzetta dietro impegno di tre gruppi policoresi, nelle acque sotterranee ( in realtà falde superficiali meglio non scendere in profondità – ndr ) nell’Itrec rilevate tracce di un radionuclide artificiale, lo stronzio 90, che si accompagna a sporadiche e passate apparizioni di cesio 137, anch’esso artificiale, che vanno a sommarsi agli inquinanti chimici cancerogeni presenti “storicamente” come dice Sogin, mentre lo sfuggente sindaco di Rotondella ha ammesso nel focus pubblico organizzato da 106 express, nella solita sequela di delle sue contraddizioni imbarazzanti, che ad oggi l’acqua di falda si scaricherebbe dove si è sempre scaricata, ossia a mare!

Che dire: da un lato i disastri ambientali sono terra di prescrizioni, come per Tempa Rossa a febbraio scorso, ma la gestione criminale e le loro conseguenze rimangono terra di dispute e confronto ma mai di certezza, una precauzione al contrario, perversa, ove nel dubbio inquino ed avveleno tanto male che va vado solo a processo in attesa della prescrizione! Dalla Basilicata e dai suoi parlamentari dovrebbe partire quella ondata di proposte tecniche incentrate sul diritto ambientale e sulla colmazione delle volute e pericolose farraginosità del codice, ma meglio non esporsi su queste tematiche, portano  solo rogne e pochi voti secondo un vecchio e locale adagio.