Il medico lucano Carlo Gaudiano sta facendo da anni in Albania ciò che in Italia, a Matera, non gli è stato permesso.

Con l’associazione  “Un cuore per…l’Albania” nei distretti di: Valona, Fier e Lusnje il medico materano, grazie ai fondi raccolti, previene e cura l’anemia mediterranea ed altre emoglobinopatie, in particolare l’HbS, sensibilizzando alla donazione del sangue e da qualche tempo anche a quella del midollo osseo grazie ai protocolli di intesa con la DoMos Basilicata-Associazione dei potenziali donatori di midollo osseo.

Ad oggi l’attività svolta su queste malattie genetiche ha prodotto i seguenti risultati:

  • strutturazione presso l’ospedale di Valona di un centro per lo studio delle talassemie e altre emoglobinopatie(vedi video);
  • formazione del personale sanitario albanese nel campo delle talassemie;
  • fornitura di reagenti, kit e materiale sanitario di consumo;
  • fornitura degli arredi per l’ambulatorio e il laboratorio;
  • fornitura di PC, stampante e programma dedicato per l’archiviazione e stampa delle analisi eseguite;
  • screening annuale e di massa per la ricerca dei portatori sani del tratto talassemico o di altre emoglobinopatie tra gli allievi delle ultime classi delle scuole superiori di ogni ordine delle città di Valona, Fier, Lushnje, Kavaj e Saranda (su ogni alunno viene eseguito un prelievo ematico per l’esecuzione dell’emocromo e dell’HPLC delle Emoglobine normali e patologiche e nei casi dubbi si esegue studio del DNA per la ricerca delle mutazioni della beta talassemia); ogni studente riceve il referto con gli esami eseguiti e con la diagnosi di portatore o meno; tutti i dati vengono gestiti su supporto cartaceo ed informatico(supporto informatico e programma per la gestioni dei dati fornito da noi), ad oggi sono stati eseguiti circa  40000 screening;
  • trapianto di midollo osseo per 15 ragazzi talassemici presso il Centro Trapianti di midollo osseo di Pescara a seguito di intesa con la Regione Abruzzo;
  • informazione e formazione sulla donazione volontaria di sangue anche in collaborazione con il Consolato Generale di Italia in Valona e formazione di un gruppo di donatori volontari presso il centro di formazione professionale “Murialdo” gestito dai padri Giuseppini;
  • informazione sulla donazione di midollo osseo;
  • diagnosi prenatale in caso di coppia a “rischio” in attesa;
  • organizzato a Valona un congresso internazionale sulle emoglobinopatie con la partecipazione di relatori italiani esperti nel campo.

Inoltre sono stati eseguiti ulteriori interventi a favore di pazienti con patologie al di fuori delle emoglobinopatie:

  • trapianto di cornea in un bimbo con cheratite erpetica;
  • salvataggio in extremis di due adolescenti affetti da insufficienza renale (in Albania manca la dialisi pediatrica e vi sono pochissimi posti dialisi per gli adulti);
  • diagnosi di vari casi di celiachia e supporto alimentare per gli stessi;
  • invio presso il centro specialistico di Pisa, Diretto dal Prof. Mosca, per eventuale trapianto, di una giovane paziente con insufficienza epatica terminale;
  • ricovero presso la clinica pediatrica dell’Università di Milano di una paziente di tre anni affetta da emosiderosi polmonare idiomatica, rara malattia ad esiti infausti nei paesi in via di sviluppo.

La rilevante attività viene svolta in completo autofinanziamento. I fondi sono raccolti durante il mese di dicembre e in prossimità della Pasqua offrendo presepi, cioccolato e campane di Pasqua  a fronte di offerte minime. Inoltre, anche il ricavato degli otto libri scritti dal Dott. Gaudiano sono entrati a far parte della raccolta fondi, idem per il ricavato delle varie rappresentazioni teatrali scritte e interpretate dal medico materano: “Il sudore del pane” e “Il medico dei poveri”. Anche il ricavato di altre commedie in vernacolo, rappresentate da “Libero teatro” e “Sipario”, è stato dedicato alle attività in Albania.

Dopo vent’anni di attività il medico lucano ed il suo seguito possono con orgoglio affermare di aver rivoluzionato la storia naturale dell’anemia mediterranea in Albania, contribuendo alla sensibile riduzione dei casi di neonati affetti da anemia mediterranea ed altre emoglobinopatie, finanche azzerandola come nella regione di Valona. Carlo Gaudiano è stato supportato ovviamente da uno staff tecnico di infermieri: Giovanna Zuccalà, Pina Riccardi e Anna Raucci i quali hanno usato le loro ferie per recarsi in Albania almeno cinque volte l’anno con soggiorni settimanali.

L’ennesima “fuga di cervelli” nonostante per il Dott. Gaudiano sia arrivata la pensione, anni di lotta e ricerca che il sistema sanitario regionale ancora non vuole riconoscere.