Inizia bene il 2020 per il Metapontino. A gennaio la Biometano srl ha richiesto al Comune di Bernalda una procedura amministrativa semplificata -PAS, per la realizzazione di un impianto a biomasse, un altro. Nello stesso mese un’altra azienda, la Metaplas sempre di Bernalda, ha portato avanti il progetto di realizzazione di un impianto per il recupero di rifiuti speciali non pericolosi da realizzare vicino la SS106. Quest’ultimo progetto già ad ottobre 2019 ha ricevuto il parere favorevole della soprintendenza archeologica, a gennaio la Regione Basilicata, a firma di Michele Busciolano, mezzo determina ha autorizzato il progetto. I rifiuti che potrà stoccare la Metaplas? Imballaggi misti, limature, materiali ferrosi, scaglie di laminazione e quindi materiali metallici anche non ferrosi, batterie e accumulatori, apparecchiature elettriche ed elettroniche, rifiuti plastici ed edili, prodotti tessili ed in legno, RSU indifferenziati, fanghi di depurazione, per un totale di oltre 32 tonnellate annue.

Continua l’assalto al territorio da parte di gruppi di potere locali che vogliono intercettare flussi di rifiuti extraregionali. Questi progetti esulano da qualsivoglia fabbisogno locale e saranno indirizzati ad esigenze di mercato extraregionali: ricordiamo che la prima pericolosità di tali progetti è la mancanza di controlli nei flussi, e quindi nella qualità dei rifiuti ricevuti, per non parlare di un controllore regionale sottodimensionato e degli appetiti criminali in questo settore. Impianti simili sono già esistenti nell’area sia per le biomasse che per i rifiuti speciali non pericolosi tuttavia sindaci e regione continuano ad autorizzare attività industriali nell’ambito dei rifiuti nonostante la regione si spopoli e la domanda interna diminuisca. Bernalda bandiera blu e candidata Unesco investe in realtà sulla monnezza! Attenzioneremo tali progetti per osteggiarli in tutti i modi, è un assalto speculativo ad un territorio che in tema di rifiuti ha già dato troppo per business extraregionali ed illeciti, complice una politica piegata ad alcuni microinteressi economici, una politica che cerca soldi e consensi facili importando da sempre monnezza.